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  • Band: Hidden Orchestra
  • Titolo: Night Walks
  • Etichetta: Tru Thoughts Records
  • Uscita: 2010
  • Genere: Trip Hop cinematico, Jazz, Elettronica
  • Tipologia: LP - Studio

È un po’ il nostro orgoglio quello di segnalare dischi ed artisti inopinatamente passati sotto i radar di chi ha voglia e ritiene giusto leggerci. Mai come in questo caso credo sia vero. L’album di cui vorrei parlarvi è uscito oramai più di 15 anni fa. Un disco che, proprio per essere sia fuori dal suo tempo (abbiate pazienza e ci arrivo tra poche righe) che distante dal nostro, mi appare in realtà sorprendentemente contemporaneo. Bando alle ciance e diradiamo definitivamente la nebbia dicendo che è il disco di esordio del progetto musicale dal nome Hidden Orchestra. Uscito nel 2010 per l’etichetta Tru Thoughts Records di Bristol, si intitola «Night Walks».

Dietro al nome Hidden Orchestra c’è in realtà una sola mente: un polistrumentista, produttore e compositore scozzese di nome Joe Acheson. Forse il modo più immediato di etichettare la sua musica è definirla come una sorta di trip hop cinematico, jazzato che unisce elettronica, field recording, strumenti acustici e classici. Quindi la straordinarietà non sta nel genere (nel 2010 già alcuni progetti musicali seguivano questa traccia) ma nel gusto e nella composizione che nonostante le premesse, vi tiene sempre lontani dai fatali tasti “Skip” e “Stop”. O (ovviamente) i suoi corrispondenti simboli sul vostro touchscreen.

È un disco di enorme gusto, lo sottolineo ancora. Ed estremamente curato e vario.

Si comincia l’ascolto con Antiphon venendo introdotti dal suono della pioggia che (come da titolo) introduce il brano vero e proprio dalle atmosfere sospese e piacevolmente irrisolte che creano una tensione sempre crescente. Con immediatezza veniamo introdotti al brano successivo intitolato Footsteps che ci accoglie con un avvolgente contrabbasso ed una batteria sincopatissima: unico brano propriamente cantato dalla jazzista britannica Julia Biel con voce lieve e cullante. Il brano include anche Philip Cardwell alla tromba e Nick Roth al sax alto come ospiti. Dal punto di vista vocale seguiranno due “spoken word”: uno lo troviamo nella esotica e tambureggiante traccia successiva, intitolata in modo conciso ed efficace Dust. Strumento d’elezione di Acheson è il basso (lo si vede spesso performare dal vivo con la band imbracciandone uno elettrico o un contrabbasso) che, con un riff folgorante, ci introduce alla successiva Tired And Awake dalle atmosfere decisamente alla Roni Size Reprazent. Introdotti da pioggia e canto d’uccelli è la successiva (e più orchestrale) The Windfall. Seguirà l’ipnoticamente caotica Out Of Nowhere, il contrabbasso e lo “spoken word” su breakbeats di Wandering, la fascinosa e tesa Stammer con il suo ostinato di violoncello e la base di batteria hip hop. Il disco poi si chiude con l’atmosferica Strange e l’appassionato coacervo di field recordings e strumenti orchestrali a fiato che è Undergrowth.

Mi piace immaginare il disco come una esorbitante colonna sonora di un contenuto video che possa far venire in mente il lungo piano sequenza del video di «Protection» dei Massive Attack con Shara Nelson che passeggia per la città, ma girato in un elegante ma drammatico e notturno bianco e nero del Louis Malle di «Ascensore per il patibolo»: magari proprio la scena in cui la povera Florence, interpretata da una perfetta Jeanne Moreau si crede tradita dal proprio… Vedetevi il film!

Peraltro mi viene in mente che ha la colonna sonora improvvisata da Miles Davis

Tre brani dell'LP le trovate qui di seguito 👇🏼

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