• Band: Kite Base
  • Titolo: Latent Whispers
  • Etichetta: Little Something
  • Formato: LP, 35' circa
  • Paese: UK, Londra
  • Uscita: Maggio 2017

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C'è un disco di qualche anno fa che mi ronza spesso tra le mie orecchie e gira sopra la mia testa come fosse un niveo aquilone bianco. Il nome della band è Kite Base ed è  formato da due bassiste una delle quali è Ayse Hassan (precedentemente nelle Savages) e l'altra è Kendra Frost (già in Blindness) la quale peraltro aggiunge, con piglio da nerd elettrotecnico, al sound le sue macchine elettroniche autoriparate e financo autoprodotte.

Il loro album di debutto, uscito nel maggio 2017, si intitola “Latent Whispers” nel quale sono presenti sonorità tipiche degli anni 80 e 90 del secolo scorso ben cesellate, puntute e marcatamente notturne. A dispetto della loro ragione sociale, che è un riferimento al livello base dell'arte tradizionale giapponese finalizzata al far piccole sculture ornamentali con la carta (origami), la loro produzione è ossessivamente pulitissima ovvero sporca il giusto, quando la distorsione lo richiede. Il sound è spudoratamente anglofilo, new wave con asperità post-punk e fascinazioni melodicamente kraftwerkiane, non a caso le band di riferimento del duo rispondono a nomi quali LCD soundsystem e Nine Inch Nails.

https://youtu.be/_cg05gEZlvE?si=7Af9xuQbPWk2ErVu

Per la band di Trent Reznor il duo ha anche aperto per una tranche del tour americano.

Latent Whisper” è un disco a cui torno volentieri e che mi piace portare alla vostra attenzione: provate ad esempio l'iniziale “Transmission” che aggiorna atmosfere di stampo mancuniano settando subito molto in alto l'asticella dell'ascolto. Non sono da meno i singoli “Dadum” e “Soothe” e, mi vien da dire, difficilmente troverete in questo questo disco filleroni evidenti. Il livello è quindi alto come la tensione elettrica e che, scherzando nonché portando alle ultime conseguenze la metafora,  mi vien da dire che questo potrebbe benissimo non essere un album ma un traliccio dell'alta tensione.

Nel lato B si possono ascoltare infatti le ottime “Peripheral Vision”, “Grids” e “Miracle Waves”.

A seguito di questo disco purtroppo non sono, ad oggi, previste altre produzioni ed è un vero peccato ridurre un così sopraffino gusto ad una tabula rasa (elettrificata?) soprattutto se, come chi vi scrive, amate un certo tipo di oscurità elettronica...


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