Rieccoci! Non ci siamo scordati è solo che siamo discontinui! Eccoti un lotto di dieci dischi caro mio e direi che tutto sommato non ti va male a sto giro!
- 🔵 Da non perdere.
- 🟢 Consigliato.
- 🟡 Se hai tempo, ma se lo perdi pazienza.
- ⚫️ Sconsigliato, perdi tempo.
Daphni - "Butterfly" - 🟢
Secondo me (the unkle) Caribou è superiore a Overmono quando si da al clubbing, IMHO, ci trovo meno cassa tamarra e più idee. Un vero drago del dancefloor.
Los Sara Fontan - "Consuelo" - 🟢
Violino, batteria ed elettronica: Consuelo affronta temi complessi come guerre, autoritarismo e crisi climatica senza usare la voce. Sara Fontán (estrazione classica/jazz) ed Edi Pou (attitudine hardcore, ZA!) trasformano il contrasto tra i loro strumenti in materia sonora pura.
Lines of Silence - "Harmonise" EP - 🟢
Krautrock cosmico per questo EP dei Lines Of Silence. Ottime premesse soprattutto per gli amanti del genere, non abbiamo ancora ascoltato l'LP uscito a Maggio ma proveremo a rimediare.
David Cronenberg's Wife - "Department of Biology" - 🔵
Dieci canzoni registrate nel 2025 al OneCat Studio, sud di Londra, e il primo merito è della penna. David Cronenberg's Wife arrivano al quinto disco con «Department of Biology» (Blang Records) e Tom Mayne scrive come un narratore di razza. «Lot's Daughters» porta l'incesto biblico al pub. «Chekhov's Bordello» pesca dai diari veri dello scrittore. «If You Think About It» parla di invecchiare senza più ironia a fare da scudo. Sono racconti brevi prima che canzoni, e reggerebbero anche sulla pagina. Sotto, drum machine anni Ottanta, anti-folk e polka punk fanno il loro lavoro: un suono sbilenco, solido, mai di contorno. La letteratura qui è di prima scelta. La musica le tiene testa.
America Football - "LP4" - 🔵
Gli American Football arrivano al quarto album in ventisette anni. La rarità, per la band di Mike Kinsella, è ormai una forma d'arte. Dieci tracce e quarantanove minuti di post-rock e midwest emo, aperti da "Man Overboard", pesantezza silenziosa dove introspezione e soffocamento convivono. Il cuore emotivo è "Bad Moons", che affronta dipendenze e autolesionismo chiudendosi in un crescendo post-rock. La produzione di Sonny DiPerri costruisce texture meticolose che rivelano nuovi strati a ogni ascolto. Non lo devi perdere!
Seefeel - "Sol.Hz" - 🟢
Lo stile oscuro e sperimentale di questo duo non smette di stupire, anche quando pensi che le idee e il sound più assurdo (Autechre a parte) possa essere stato già prodotto, loro ci mettono quell'idea che rinnova l'Ambient-Minimal-Techno.
The Haunted Youth - "Boys Cry Too" - 🟢
Haunted Youth abbandona la fragilità bedroom-pop di Dawn of the Freak per un suono più rumoroso, fisico ed emotivo, tra Cure, Slowdive, Mogwai, Sigur Rós e un'ombra di Alice in Chains. Il tema è la perdita, l'abbandono, la sfiducia in sé e nel mondo, con Lil Peep come riferimento lirico. Il concept — prima metà il ragazzo che alza i muri, seconda quello che li abbatte — regge meglio sulla carta che nell'ascolto, ma! preso brano per brano il disco è pieno di singoli da riascoltare in loop: candidato serio a disco dell'anno, anche a dicembre.
Cola - "Cost of Living Adjustment" - 🟢
Socialismo contro l'inferno, nostalgia come dolore, il costo della vita calcolato in perdite reali (Darcy ha perso casa negli incendi di Los Angeles del 2025). Il groove più riuscito è quello di «Hedgesitting», secondo brano costruito su drum loop e batterista live in contemporanea, con un bassline che cita gli Stone Roses senza scomodarli davvero. Il disco ha qualche momento che scivola via senza graffiare, ma quando centra il bersaglio sa essere preciso e inevitabile.
Dumama - "Towards An Expanse" - 🟢
Primo album solista per questa poetessa e compositrice di origine sudafricana ma che lavora e vive a Berlino. L'LP si esprime in un registro difficilmente collocabile se non in catogorie ampie ma poco significative, Dumama riesce ad miscelare psychedelia, jazz e trip-hop in una atmosfera tendenzialmente ambient ma senza lunghi tappeti sonori, anzi. Emerge chiaramente la sua origine nel linguaggio e anche negli stimoli afro-folk che donano un carattere misterioso e che ci hanno affascinato fin dal primo singolo.
Aldous Harding - "Train on the Island" - 🟢
C'è John Parish e a lei riconosco grandi doti cantautoriali e un ottimo gusto po che mi ricorda grandissime come Joni Mitchell. Un disco intimo di riflessioni su se stessa e sulla società, torna dopo quattro anni e per la prima volta sembra quasi diretta. Quasi: la trappola è tutta lì. Registrato ai Rockfield Studios in Galles con John Parish, il disco tiene gli arrangiamenti al minimo (arpa, pedal steel, synth appena corrosi) e lascia che la voce faccia il resto, meno frammentata del solito ma sempre pronta a cambiare accento a metà frase. Enigmatica senza essere ermetica: il suo disco migliore.
