La playlist di questa settimana parte con Sababa 5 e il loro groove psichedelico mediorientale, perfetto per chi ama le contaminazioni tra funk e tradizione, mentre The Sick Man Of Europe ci catapulta in un post-punk abrasivo che richiama le atmosfere cupe dei Joy Division, ma con un’ironia tagliente tutta contemporanea.

The Reds, Pinks and Purples ci regalano invece un indie-pop malinconico e raffinato, degno erede della scuola Sarah Records, mentre i Pile con “Uneasy” si confermano maestri dell’alt-rock più inquieto, tra dissonanze e liriche introspettive.

Il trio Oren Ambarchi, Johan Berthling e Andreas Werliin ci porta nei territori dell’avant-jazz, dove minimalismo e improvvisazione si fondono in un equilibrio ipnotico. Cardinals, con “Big Empty Heart”, fanno l’occhiolino a un certo jangle-pop britannico, mentre Awkward Moments e Yazmin Lacey esplorano rispettivamente elettronica sperimentale e soul jazz, quest’ultima con una voce che sembra abbracciare l’ascoltatore.

Cruelster e Blind Yeo rappresentano il lato più ruvido e lo-fi della selezione, tra punk e indie underground, mentre Other Lives e Goat Girl (in una sorprendente veste chamber ensemble) aggiungono tocchi cinematici e orchestrali. HVOB porta la sua elettronica minimale e raffinata, Crafty 893 si muove tra grime e hip-hop, e Women In Jazz insieme a MADELEINE ci ricordano quanto il jazz sia ancora terreno fertile per la sperimentazione femminile.

Robin Kester e Joviale si muovono tra dream-pop e art-pop, con arrangiamenti delicati e atmosfere sognanti e funk. Nathan Haines, Christoph El Truento ed Eo propongono un remix tra jazz e elettronica, mentre FloFilz ci regala un “Setagaya Samba” che fonde beatmaking e mood brasiliani. Whitney K, The New Eves e Kaycie Satterfield arricchiscono la scaletta con folk alternativo, psych e songwriting d’autore, mentre RINGARDS e Laura Lee & the Jettes strizzano l’occhio a un garage rock moderno e femminista.

Kim Gordon, storica voce e bassista dei Sonic Youth, sorprende con “BYE BYE 25!”, un brano rivisitato in contrasto politico con le politiche trumpiane. Placement, Jehnny Beth (ex Savages) e Steve Queralt con Emma Anderson (rispettivamente ex Ride e Lush) rappresentano l’anima post-punk e shoegaze della playlist, mentre Sylvan Paul e Tummyache esplorano indie elettronico e alternative rock.

Goblyns e Trevor Sensor ci portano invece in territori folk e rock gotico, mentre King Gizzard & The Lizard Wizard con “Aerodynamic” confermano la loro natura camaleontica tra psych e prog. Cameo Blush e Full Flower Moon Band con "Gustaf" aggiungono elettronica e post-punk danzereccio, mentre il remix dei Cure dei Mogwai su “Endsong” è una vera chicca per gli amanti delle atmosfere epiche e malinconiche: curiosità, questa collaborazione rappresenta uno degli incroci più attesi tra shoegaze e post-rock degli ultimi anni.

David Byrne, insieme alla Ghost Train Orchestra, porta il suo inconfondibile art-pop in territori swing, mentre John Maus e Cosey Fanni Tutti (storica pioniera dell’industrial con i Throbbing Gristle) rappresentano il lato più oscuro e sperimentale della selezione.

Bootblacks insieme a Chris Vrenna (già nei Nine Inch Nails) e Benjamin Harrison firmano un brano che profuma di darkwave e synth anni ’80, mentre Rival Consoles con “Future Worlds” ci proietta in un’elettronica cinematica e visionaria. Shtëpi, WITCH (storica band zamrock dello Zambia), Michael Mayer con Matias Aguayo e Bleak Squad con Adalita, Mick Harvey e Mick Turner (nomi di culto della scena australiana) completano la panoramica tra world music, house, post-punk e alt-rock.

Chiudono Brutus VIII, Daniel Lah e altri progetti emergenti che testimoniano quanto la scena underground sia viva e pulsante.

In questa playlist c’è spazio per ogni curiosità: lo sapevate che WITCH sono considerati tra i pionieri del rock africano psichedelico e che Cosey Fanni Tutti ha recentemente esposto le sue opere a Londra, confermandosi artista a tutto tondo? O che Kim Gordon, a quasi 72 anni, continua a reinventarsi senza perdere un grammo della sua attitudine?

Questa è la magia della Weekly Round Up: un invito a lasciarsi sorprendere, ogni settimana, da ciò che la musica ha ancora da raccontare.

FREE GAZA!

Come sempre, ecco il link per la playlist su YouTube gestita da Stereobar 👇🏼👇🏼👇🏼


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Ep. 24 Season 2025
weekly round up totally 2025
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