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Talk 2 Me – Neoprimitivi

Talk 2 Me – Neoprimitivi

28 marzo 2026
fulviusmusicus

  • Band: Neoprimitivi
  • Titolo: Il sangue è pronto
  • Etichetta: 42Records
  • Genere/Stile: Psychedelic Rock, Krautrock
  • Paese: Roma, Italia
  • Uscita: 4 Febbraio 2026

In sala prove non c’è un ordine preciso: strumenti appoggiati dove capita, cavi che attraversano il pavimento come vene, un tavolo pieno di oggetti che cambiano funzione a seconda di chi li prende in mano. Nessuno ha un posto fisso, nessuno difende un territorio. I Neoprimitivi lavorano così: spostando ruoli, responsabilità, suoni. È un metodo più che un’estetica, una forma di fiducia che precede la musica e la rende possibile.

Quando un brano nasce, non c’è un momento esatto in cui qualcuno dice “basta, è finito”. C’è piuttosto un ascolto collettivo, un’intuizione condivisa, e poi la decisione di Flavio Gonnellini, produttore, arrangiatore, ago della bussola,  che chiude il cerchio. Non per autorità, ma per sintonia. È un equilibrio raro: una band che funziona come un organismo, non come una somma di individualità.

I Neoprimitivi sono una delle realtà più radicali e coerenti della nuova scena italiana. Non cercano la forma-canzone, non cercano la riconoscibilità immediata, non cercano di semplificare. La loro musica è un corpo che si muove secondo un ritmo interno, spesso lungo, spesso denso, sempre fedele a un’urgenza che non ha bisogno di essere spiegata.

Il loro momento attuale è un punto di maturità: un suono che si è fatto più preciso senza perdere la sua natura rituale, un’identità che non si costruisce per sottrazione ma per immersione. L’ingresso in 42 Records ha consolidato questa traiettoria: libertà totale, supporto reale, nessuna cornice da rispettare. Solo spazio, tempo e fiducia.

Le influenze che dichiarano (Miles Davis, Umm Kulthum, Coil) raccontano un immaginario che non procede per generi, ma per tensioni: improvvisazione, spiritualità, ricerca timbrica, trasformazione. È da lì che nasce la loro musica: non da un’estetica, ma da un modo di pensare.

Intervista

La vostra musica ha una fisicità immediata: linee scolpite più che suonate. Come capite quando un pezzo è “finito”, e cosa vi fa dire che non va toccato più? Come cambia la scrittura quando gli strumenti passano di mano, cosa succede all’ego musicale?

Ci fidiamo di Flavio (che oltre a suonare è anche produttore e arrangiatore della band) e della sua visione, è lui nella fasi di post-produzione a decidere quando un pezzo è chiuso, è ovvio che c’è un confronto fra tutti, ma spesso non c’è bisogno di particolari indicazioni. Abbiamo una buona sintonia. Discorso simile anche per lo scambio di strumenti (anche dal vivo): non è una cosa che facciamo per dimostrare qualcosa, è semplicemente funzionale al rendere al meglio la nostra musica, in studio come live.

42 Records ha una storia particolare: non cerca un “suono”, ma un mondo. Pubblica progetti che sfuggono alle categorie e che spesso diventano punti di svolta. In che modo sentite che il vostro immaginario, fluido, collettivo, quasi rituale, si è intrecciato con la visione dell’etichetta? E c’è stato un momento preciso in cui avete capito che 42 era davvero “casa” per i Neoprimitivi?

Beh, conoscendoli abbiamo capito che c’era una passione in comune per la musica in tutte le sue forme, anche quelle più estreme e sperimentali. Inoltre ci hanno lasciato tutta la libertà artistica possibile, dandoci tutto il supporto necessario.

Le vostre influenze sembrano arrivare da mondi molto diversi, musicali e non. Qual è un’influenza che magari il pubblico non percepisce ma che per voi è fondamentale?

Al momento sicuramente Miles Davis, Umm Kulthum e i Coil.

La durata dei vostri brani è un vostro manifesto. Questo significa “pretendere tempo” dall’ascoltatore o pensate che la lunga durata sia la forma di espressione a voi più consona?

È la forma che troviamo più consona al contenuto della nostra musica. Speriamo di essere un piccolo sasso in un mare di contenuti che durano pochi secondi e che inondano quotidianamente l’internet.

Se un alieno arrivasse sulla Terra con benevole intenzioni e vi chiedesse di fargli ascoltare un album, quale disco mettereste sul piatto?

“20 Jazz Funk Greats” dei Throbbing Gristle.

I Neoprimitivi non cercano scorciatoie. Non cercano di adattarsi al ritmo del presente, né di opporsi per principio.  Semplicemente seguono la forma che la loro musica chiede: lunga quando serve, densa quando è necessario, libera sempre. È un approccio che richiede fiducia interna, reciproca, strutturale e che restituisce un suono che non si limita a essere ascoltato, ma che costruisce un ambiente, un tempo, un modo di stare.

In un panorama che tende a comprimere tutto, loro espandono. In un mondo che chiede immediatezza, loro lavorano per immersione. E forse è proprio questo che li rende così importanti: la loro musica non vuole intrattenere, vuole trasformare.


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2026, 42Records, Interview, Intervista, italia, Neoprimitivi, Roma, T2M

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La nostalgia è una presenza costante, ma non ha nulla di decorativo. È un materiale vivo, legato a luoghi reali. Il nuovo album di Manuela, "Ultraviolet", esplora il linguaggio delle emozioni invisibili attraverso melodie eteree, riflettendo la fragilità dell’esperienza umana. Un'opera intima, sostenuta da Lost Map Records. Questa settimana, la copertina e la playlist di brani coinvolgenti includono Opus Kink, David Cronemberg's Wife, American Football, Kerala Dust e molti altri artisti... Ci sono canzoni che non smettono di tornare, anche quando non le cerchi. Per me, "Emo Song" è stata una di quelle. Il nuovo album "Eternal Life No End" di Radwan Ghazi Moumneh e Frédéric D. Oberland, pubblicato da Constellation, affronta con profondità la crisi geopolitica nel sud-ovest asiatico. Attraverso una fusione di elettronica e strumenti acustici, trasmette un grido di dolore e speranza. Sette dischi di musica, tra Krautrock e elettronica, buttiamo un occhio ai rilasci di aprile. Mentre alcuni titoli brillano per originalità e intensità, altri si rivelano blandi e privi di appeal, quasi come un peso da sopportare. La musica di questa settimana è un mix tra artisti che tornano e altri che spuntano come funghetti! Samuel Baur, voce e chitarra della band, risponde in prima persona, ma con la voce collettiva della band e racconta un processo vivo, fatto di tentativi, di stanze di prova... Il nuovo EP dei Ladylike, "It's a Pleasure of Mine, to Know You're Fine", offre un'esperienza musicale matura e suggestiva, capace di trasmettere emozioni attraverso sonorità folk e post-rock.

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