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L’unica “volontà” qui è annoiarci a morte!

L’unica “volontà” qui è annoiarci a morte!

31 agosto 2022
the unkle

“Will of the People” – Muse – Warner Music – 38 minuti – 10 brani – Agosto 2022


Nono LP per questa band che pubblicò il suo primo disco nel 1999.

10 Tracce della durata di circa 38 minuti circa, pubblicato il 26 Agosto 2022.

Il disco è una riprova verso il sottoscritto di quanto abbia fatto bene a non spendere nemmeno un soldo per i lavori di questa band. In 23 anni di carriera dei Muse non ho mai avuto un momento in cui io possa aver pensato di comprarmi un disco, un mio limite?

Questo lavoro però mi conferma la scelta fatta già tempo fa.

Ho provato molta fatica nell’ascolto di questo disco, troppi cliché, anche le loro tipiche evoluzioni chitarristiche si sono spente nella stanchezza di una produzione musicale stantia e ripetitiva.

“Will Of The People” un brano buono per le orecchie ovattate di un anziano rocket distrutto dalla vita. Riff di chitarra sentiti e strasentiti.

“Compliance” solo il titolo mi imbarazza, con una tastiera da metà anni 80 (“Jump” dei Van Halen era del 1984) è un brano buono per il supermercato mentre col carrello ti sposti da una corsia all’altra cercando di svignartela al più presto possibile.

Con “Liberation” il citazionismo dei Queen è fin troppo violento… e anche qui siamo musicalmente all’inizio degli anni 80 ma senza alcun tipo di reale rivisitazione, anzi citano quando di più “barocco” sia mai stato fatto nel mondo del pop-rock.

“Won’t Stand Down” mi appare piuttosto bizzarra, passaggi tra parti lente e accelerazioni unite da bassi distorti ma senza alcun gusto musicale o capacità compositiva, uno sbratto di suoni che può ingannare solo chi non ha mai ascoltato nulla di più che i Muse stessi.

“Ghost”, eccoci una ballatina tipica di questa band per far contente le “bambine” in modo che possano accendere i loro accendini o le lucine dei cellulalri mentre sul palco Bellamy si fa un giro di scale banali sul pianoforte.

“You Make Me Feel Like It’s Halloween” un sound di tastiera tipico dei film Horror che i bambini, oggi cinquantenni come me, sentivano nelle serate TV dedicate allo Zio Tibia, un brano banale, ridicolo.

“Kill Or Be Killed” qui ci riprovano a colpirci con “potenti” riff di chitarra che nel mixaggio emergono sopra ogni cosa (ma dai davvero…), riff e riff che avrò sentito così spesso nella mia adolescenza da metallaro che questi non ne evocano nemmeno il giusto tributo. Un brano di 5 minuti che sembra duri 20…

“Verona”… Toh’ guarda un po… Ci propinano la storiazza dei Montecchi e Capuleti di antica memoria con il solito sound, pompatissimo nel mix che tenta di acchiapparmi ma io sfuggo riconoscendo per l’ennesima volta i soliti cliché da pop-rock che risultano sempre ripetitivi, senza idee.

“Euphoria” sono affaticato, speravo che… dai almeno una buona la imbroccano e invece nulla. Questo cantato mi ha sempre infastidito e qui proprio non si regge. L’effettistica sulle chitarre è qualcosa di imbarazzate, buona per certi riccardoni con scarso gusto anche nell’essere riccardoni.

“We Are Fucking Fucked” un brano che “ma dai davvero lo hanno inciso?” “oh-oh-oh-oh-oh-oh-oh”, no dai un brano “di fine mondo” con annessa tarantella rock, non ci posso credere!

Vado a pulirmi le orecchie con qualcosa di veramente ruuuuoooock!

(Male… male… male…)

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2022, Muse

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Disco d’Oro

"Chott" è il secondo album di Taroug (Tarek Zarroug), uscito il 27 marzo 2026. Un'opera ambient che esplora emozioni profonde, riflettendo esperienze personali e tradizioni familiari, con sonorità uniche che mescolano influenze arabiche e IDM. Richiede attenzione. Dieci dischi, spaziando tra free jazz, dream pop e techno. Artisti come Thundercat e Irreversible Entanglements offrono sonorità innovative, mentre il progetto di Radwan Ghazi Moumneh affronta temi geopolitici con urgenza e profondità emotiva. I Big Special partono alla grande con "Family Bones", mentre SLIFT e A Place to Bury Strangers continuano il viaggio sonoro. C'è anche un cambio di mood con Floating Points e i Death Cab for Cutie, fino ai ritmi hip-hop di Wu-Lu. I Cult of Dom Keller, con il loro album "Unholy Drum", esplorano una psiche sonora intensa e stratificata. La band di Nottingham fonde dinamiche e stili, riflettendo esperienze personali e sociali. Un lavoro coeso e audace, pronto a tracciare nuove direzioni musicali. "LP4" degli American Football segna il ritorno della band dopo sette anni, mescolando introspezione e malinconia. Le tracce esplorano il dolore e la bellezza dell'invecchiare, offrendo un viaggio emotivo ricco di sfumature e onestà, lasciando un'impronta profonda nell'ascoltatore. Negli ultimi giorni si è intensificata la campagna per l’LP dei Boards Of Canada, mentre vari artisti come Shed e Gilla Band presentano nuove tracce che esplorano l’elettronica e il rock, arricchendo il panorama musicale attuale. Loraine James presenta "Detached From The Rest Of You", un album che oscilla tra IDM e Glitch Pop, rivelando emozioni nuove e collaborazioni sorprendenti. Un'opera che sfida le convenzioni mantenendo l'autenticità e la vulnerabilità del suo genio creativo. La musica si manifesta in modi sorprendenti: dall’elettronica di The Field al ritorno degli Arab Strap, passando per il grunge di Blondshell. Ogni artista porta un tocco unico, promettendo un viaggio musicale emozionante e vibrante. I Parlor Walls, provenienti da Brooklyn, presentano il loro album "Big Crystal Dreams", frutto di un equilibrio creativo tra struttura e improvvisazione. L'opera esplora la corporeità del suono, evidenziando tensione e vulnerabilità.

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