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Si esce vivi dagli anni ‘90

Si esce vivi dagli anni ‘90

17 Maggio 2023
Endriu

Avete presente quelle scene in TV dove inquadrano l’interno dell’abitacolo di un’auto e improvvisamente di lato, arriva un tir e gli si schianta contro?

La bordata iniziale di Hot Rotten Grass Smell mi ha procurato lo stesso sussulto: un breve arpeggio iniziale viene improvvisamente spazzato via da un’enorme ondata di distorsione e ti fa entrare nel mood del disco.

Opener potente, quadrato e lineare.

Dura poco più di un minuto e mezzo, ma ha un impatto grandioso, ed è completato perfettamente dagli oltre 8 minuti della successiva Bull Believerche, al contrario, si snoda in una serie di momenti differenti lungo una struttura poco convenzionale.

Canzone splendida, con la performance vocale di Karly Hartzman da brividi, quasi un flusso di coscienza che dalla fragilità iniziale sfocia nelle urla belluine che emergono a fatica tra le distorsioni del finale, ai limiti del noise.

Nei primi 10 minuti i Wednesday svelano (quasi) totalmente la loro nuova dimensione, le influenze shoegaze dei primi tre lavori sembrano essere ormai completamente scomparse, il sound è decisamente meno etereo e molto più fisico e diretto.

Il successivo trittico Got Shocked, Formula One e Chosen To Deserve porta dentro al sound la componente più Americana e Southern in maniera più decisa, in fin dei conti parliamo pure sempre di una band del North Carolina, che viene da un disco di cover all’interno del quale ha omaggiato artisti come Gary Stewart, Roger Miller e Drive-By Truckers.

Probabilmente questa esperienza ha permesso alla band di tirare fuori in maniera più decisa questa componente e amalgamarla al meglio, in maniera molto più decisa che in passato.

In questo senso, la già nominata Chosen To Deserve è forse la sintesi perfetta del loro attuale sound.

L’alternative anni ’90 rimane comunque la più grande influenza che esce da tutte le tracce, le dinamiche pieno/vuoto, le progressioni di chitarra, i crescendo come quello della magnifica Turkey Vultures lasciano davvero pochi dubbi sulla provenienza del loro sound. Nonostante però ci siano riferimenti precisi, il gruppo sa farli propri senza cadere nel copia e incolla, anzi tutto viene filtrato, amalgamato e riletto con grande ispirazione.

Menzione a parte per Karly Hartzman che sfoggia una performance vocale ricca di sfaccettature, dolce e feroce, che a tratti sembra quasi affogare tra le distorsioni, ma rimane il tratto d’unione di tutte le 10 tracce, con la sua attitudine slacker e folkeggiante, come nelle 2 splendide tracce finali What’s So Funny e Tv In The Gas Pump, che disegnano paesaggi intimi e bucolici, come a voler stemperare tutta l’elettricità che ha caratterizzato le 8 tracce precedenti.

Alla quinta uscita in 5 anni, la prima per Dead Oceans, i Wednesday non sbagliano nulla, tirano fuori un disco potente, senza punti deboli, vario ed ispirato, con un. gran bel suono.

Nessun filler, qui ci sono 37 minuti di ottima musica che vi faranno completamente dimenticare dell’esistenza del tasto skip.

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Disco d’Oro

Questa settimana il meteo è torrido, mentre la musica offre ferie rinfrescanti. Tra uscite di Pye Corner Audio, Mount Kimbie e Julia Jacklin, si prospetta una playlist variegata per affrontare il caldo estivo. La colonna sonora di "The Immortal Man", creata da Genn e Slattery, trascende il film, diventando un'opera d'arte musicale autonoma. Con la voce intensa di Grian Chatten e una varietà emotiva, ogni traccia risuona come un'esperienza profonda e indimenticabile. L'Italia guarda i Mondiali da casa, senza illusioni. Nel frattempo, artisti come Taja Cheek e Bonobo pubblicano nuovi brani, mentre i MONO e Parannoul esplorano sonorità emozionali. Gli Interpol rimangono fedeli al loro stile distintivo. Maggio ha mescolato venticinque brani come un DJ Mix Shuffle. Da elettronica spaziale a hardcore scomodo, c'è un po' di tutto. Ogni canzone è un viaggio, e tu hai solo il compito di trovare la tua mappa. Buona fortuna! "Chott" è il secondo album di Taroug (Tarek Zarroug), uscito il 27 marzo 2026. Un'opera ambient che esplora emozioni profonde, riflettendo esperienze personali e tradizioni familiari, con sonorità uniche che mescolano influenze arabiche e IDM. Richiede attenzione. Dieci dischi, spaziando tra free jazz, dream pop e techno. Artisti come Thundercat e Irreversible Entanglements offrono sonorità innovative, mentre il progetto di Radwan Ghazi Moumneh affronta temi geopolitici con urgenza e profondità emotiva. I Big Special partono alla grande con "Family Bones", mentre SLIFT e A Place to Bury Strangers continuano il viaggio sonoro. C'è anche un cambio di mood con Floating Points e i Death Cab for Cutie, fino ai ritmi hip-hop di Wu-Lu. I Cult of Dom Keller, con il loro album "Unholy Drum", esplorano una psiche sonora intensa e stratificata. La band di Nottingham fonde dinamiche e stili, riflettendo esperienze personali e sociali. Un lavoro coeso e audace, pronto a tracciare nuove direzioni musicali. "LP4" degli American Football segna il ritorno della band dopo sette anni, mescolando introspezione e malinconia. Le tracce esplorano il dolore e la bellezza dell'invecchiare, offrendo un viaggio emotivo ricco di sfumature e onestà, lasciando un'impronta profonda nell'ascoltatore.

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