Avete presente quelle scene in TV dove inquadrano l’interno dell’abitacolo di un’auto e improvvisamente di lato, arriva un tir e gli si schianta contro?
La bordata iniziale di Hot Rotten Grass Smell mi ha procurato lo stesso sussulto: un breve arpeggio iniziale viene improvvisamente spazzato via da un’enorme ondata di distorsione e ti fa entrare nel mood del disco.
Opener potente, quadrato e lineare.
Dura poco più di un minuto e mezzo, ma ha un impatto grandioso, ed è completato perfettamente dagli oltre 8 minuti della successiva Bull Believerche, al contrario, si snoda in una serie di momenti differenti lungo una struttura poco convenzionale.
Canzone splendida, con la performance vocale di Karly Hartzman da brividi, quasi un flusso di coscienza che dalla fragilità iniziale sfocia nelle urla belluine che emergono a fatica tra le distorsioni del finale, ai limiti del noise.
Nei primi 10 minuti i Wednesday svelano (quasi) totalmente la loro nuova dimensione, le influenze shoegaze dei primi tre lavori sembrano essere ormai completamente scomparse, il sound è decisamente meno etereo e molto più fisico e diretto.
Il successivo trittico Got Shocked, Formula One e Chosen To Deserve porta dentro al sound la componente più Americana e Southern in maniera più decisa, in fin dei conti parliamo pure sempre di una band del North Carolina, che viene da un disco di cover all’interno del quale ha omaggiato artisti come Gary Stewart, Roger Miller e Drive-By Truckers.
Probabilmente questa esperienza ha permesso alla band di tirare fuori in maniera più decisa questa componente e amalgamarla al meglio, in maniera molto più decisa che in passato.
In questo senso, la già nominata Chosen To Deserve è forse la sintesi perfetta del loro attuale sound.
L’alternative anni ’90 rimane comunque la più grande influenza che esce da tutte le tracce, le dinamiche pieno/vuoto, le progressioni di chitarra, i crescendo come quello della magnifica Turkey Vultures lasciano davvero pochi dubbi sulla provenienza del loro sound. Nonostante però ci siano riferimenti precisi, il gruppo sa farli propri senza cadere nel copia e incolla, anzi tutto viene filtrato, amalgamato e riletto con grande ispirazione.
Menzione a parte per Karly Hartzman che sfoggia una performance vocale ricca di sfaccettature, dolce e feroce, che a tratti sembra quasi affogare tra le distorsioni, ma rimane il tratto d’unione di tutte le 10 tracce, con la sua attitudine slacker e folkeggiante, come nelle 2 splendide tracce finali What’s So Funny e Tv In The Gas Pump, che disegnano paesaggi intimi e bucolici, come a voler stemperare tutta l’elettricità che ha caratterizzato le 8 tracce precedenti.
Alla quinta uscita in 5 anni, la prima per Dead Oceans, i Wednesday non sbagliano nulla, tirano fuori un disco potente, senza punti deboli, vario ed ispirato, con un. gran bel suono.
Nessun filler, qui ci sono 37 minuti di ottima musica che vi faranno completamente dimenticare dell’esistenza del tasto skip.



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