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…Adesso la preda sei tu

…Adesso la preda sei tu

29 Maggio 2023
giorgione72

Era la primavera del 2013 quando usciva questo disco di esordio urgente, diretto nonché pieno di talento e di vocazione post-punk. Un quartetto di base a Londra formato dalla più tipica ed essenziale formazione rock: una voce potente, una chitarra noise, una batteria tribale ed un basso nodoso a far da collante. “Silence Yourself” è il disco di esordio, si diceva, di una band che si chiama(va) Savages ma i suoi componenti son tutt’altro che esordienti. C’è chi ha un passato nel teatro e nel cinema, chi è performer e chi si è distinto nelle arti grafiche e nella pittura. Pur tuttavia portando avanti una sonoraed eclatante passione per la musica.

Un disco aggressivo? Sicuramente, ma anche un album che sa emozionarti e che soprattutto non nasconde in nessun modo la volontà manifesta ed orgogliosa del potere catartico derivato dalla fisicità del ballo.

Anche i testi non sono di minor valore, la grande attenzione ai pericoli del vivere nella modernità con la sua apparente libertà di consumo, la mercificazione dei sentimenti, l’impegno che implica avere possibilità che sembrano infinite ci costringono alla concentrazione ed alla meticolosità. Ci vogliono addormentati, stanchi e docili.

Nella mia esperienza di appassionato di musica “Silence Yourself” sicuramente si piazza tra i dischi rock alternative più importanti di questo millennio, assolutamente da ascoltare soprattutto se amate i toni scuri e new wave. Nella speranza che il quartetto torni a suonare dal vivo (una delle poche band di cui vorrei la reunion, lo ammetto) recuperate i loro straordinari della band su internet.

Mi vorrete perdonare il piccolo aneddoto personale, ma per sottolineare quanto ritenga essenziale questa band per la mia formazione musicale ricordo ancora come rimasi a bocca aperta nell’aprire il video della loro performance al Jools Holland.

Le Savages sono Jehnny Beth (all’anagrafe Camille Berthomier) alla voce, Fay Milton alla batteria, Gemma Thompson alla chitarra ed Ayse Hassan al basso.

“Credevi di cacciare ma adesso la preda sei tu”

(G.P.)

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29 Maggio 2023
Comfort Zone
2013, Comfort Zone, savages

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Disco d’Oro

Il nuovo album "Eternal Life No End" di Radwan Ghazi Moumneh e Frédéric D. Oberland, pubblicato da Constellation, affronta con profondità la crisi geopolitica nel sud-ovest asiatico. Attraverso una fusione di elettronica e strumenti acustici, trasmette un grido di dolore e speranza. Sette dischi di musica, tra Krautrock e elettronica, buttiamo un occhio ai rilasci di aprile. Mentre alcuni titoli brillano per originalità e intensità, altri si rivelano blandi e privi di appeal, quasi come un peso da sopportare. La musica di questa settimana è un mix tra artisti che tornano e altri che spuntano come funghetti! Samuel Baur, voce e chitarra della band, risponde in prima persona, ma con la voce collettiva della band e racconta un processo vivo, fatto di tentativi, di stanze di prova... Il nuovo EP dei Ladylike, "It's a Pleasure of Mine, to Know You're Fine", offre un'esperienza musicale matura e suggestiva, capace di trasmettere emozioni attraverso sonorità folk e post-rock. "Dark Sky Reservation" degli L.Y.R. è un'opera affascinante che esplora la tensione tra oscurità e luce. Con uno stile personale, trasmette una fragile speranza in un mondo complesso. Un ascolto coinvolgente! Questa settimana i Massive Attack sono i protagonisti — per la musica e per l'impegno, con Robert Del Naja arrestato alle proteste pro-Palestina. In playlist anche Clark, Tori Amos, Haunted Youth, MJ Cole & John Glacier e molti altri. 3 ore e 40 di musica da non perdere. Jaguar Sun, il cui stile è perfettamente collegato alla sua arte. L’estetica dei suoi look, t-shirt dalle grafiche molto semplici e astratte... Fondamentalmente, hanno ancora un sacco di cose da insegnarmi su come si dice la verità senza concedere troppi sconti.

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