Allen sforna il suo secondo LP “Holy Waters” dove il cantautore, produttore e poeta conosciuto come Puma Blue, pubblica un lavoro dove il tema della morte si annida in ogni sfaccettatura del disco.
Non certo una macabra esternazione dei processi di decomposizione, ma bensì un racconto del ciclo della vita.
In una intervista dice “Stavamo guardando [la serie anime giapponese degli anni ’90] Cowboy Bebop in studio e questo suono polveroso che abbiamo realizzato proveniva davvero da quelle immagini. Ho scritto il testo in un momento difficile, sentendomi come se il mio stomaco stesse crollando e lottando per uscire dal buco deprimente in cui ero caduto. La canzone non parla tanto di rialzarsi, quanto di come ci si sente a cadere”.
Holy Waters è stato registrato con la band in presa diretta nel corso di due sessioni agli Echo Zoo Studios di Eastbourne.
I riferimenti sono le illuminanti intuizioni che vanno da Jeff Buckley a Björk, al lavoro e l’esperienza dei Portishead nella relazione tra registrazioni dal vivo e produzione.
Questo è un album bellissimo che può essere divorato a tarda notte con le cuffie tanto quanto può essere ascoltato a tutto volume in strada.



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