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Wilco “Cousin”

Wilco “Cousin”

30 settembre 2023
La XXV Ora

Fin dalle prime note dell’iniziale “Infinite Surprise“, anche un sordo capirebbe che il nuovo lavoro dei Wilco, eccetto in sporadici episodi, non ricalca lo stile e l’approccio delle loro ultime produzioni (non proprio memorabili) caratterizzate in larga misura da un country-folk un po’ reazionario e poco incline alla modernità.

In “Cousin“, per l’appunto, complice anche la produzione di Cate Le Bon, Tweedy e soci ritrovano in buona parte quella vena art-rock di quindici – vent’ anni fa, quando diedero alla luce due autentici gioielli come “Yankee Hotel Foxtrot” e “A Ghost Is Born” che segnarono il rock americano di quegli anni e lo traghettarono nel nuovo millennio.

Una delle tracce migliori è proprio l’opener: produzione davvero ricercata e una stratificazione sonora da applausi. Chapeau.

Molto ispirata anche la successiva “Ten Dead” pervasa da un’atmosfera malinconica, mentre “Sunlight Ends” colpisce per il suo incedere morbido e il suo essere magicamente sospesa. Convince meno il primo singolo “Evicted“, buon pezzo ma piuttosto canonico e più in linea con gli ultimi dischi.

Da menzionare sicuramente “Pittsburgh” che inizia con un suggestivo arpeggio e poi sorprende togliendo il fiato. Ma l’apice assoluto è probabilmente “A Bowl and A Pudding” con soluzioni, intrecci e tessiture che potevano essere partoriti solo da veri fuoriclasse.

Nel disco, in conclusione, c’è una profondità, una sostanza e una ricercatezza che mancavano da un po’ nella loro musica.

Bentornati, cari vecchi Wilco.

(FLM)

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2023, art-rock, Wilco

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Disco d’Oro

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