Si lo so la copertina nel cerchio è quella di “Untitled (Black Is)” del 2020, vabbeh fatevene una ragione perché la copertina di “Untitled (God)” è total black e non mi convinceva…
In ogni caso questo post nello specifico parla poco di questo disco ma questa pubblicazione mi offre un appiglio per spiegare quanto a mio avviso sia importante ascoltare nuova musica.
Beh, si, questo disco è bellissimo! Se siete li li per scartarlo perché a voi il Soul o il Gospel non vi garbano, sbagliate! Fate lo sforzo e se avete la “chimica adeguata” (o un’anima se preferite) verrete assorbiti dal magico groove di quest’album.
SAULT è progetto musicale-culturale strepitoso, undici album in tre anni! Chi è o chi siano i SAULT è una domanda alla quale possiamo rispondere con “un collettivo” ma, se non per qualche nome noto come Little Simz compagna di classe di Dean Josiah Cover alias Inflo (produttore e scrittore dietro SAULT), Liquid Liquid, Michael Kiwanuka, il resto rimane piuttosto celato, la rivista Rumore nel numero 373/2023 pubblicò un bell’articolo sul progetto SAULT.
Veniamo al perché di questo breve racconto e sul cosa ci azzecca col disco.
A fine 2022 uscivano distribuiti gratuitamente su Internet cinque album: “Today & Tomorrow“, “AIIR“, “11“, “Earth” e appunto “Untitled (God)“, alla notizia in tempo zero scaricai i dischi non senza un certo senso di colpa (il lavoro si paga) e, nello stesso periodo, il sottoscritto si preparava ad un trasloco (☠️!)
Ogni sera uscivo dal lavoro con la macchina già carica e mi recavo al nuovo domicilio per scaricare, poi di nuovo un secondo giro se la stanchezza e l’orario lo permettevano, fino al trasloco “grosso” con i professionisti del caso.
In tutte quelle sere i dischi di SAULT, subito caricati su una chiavetta per l’ascolto in auto, furono la colonna sonora di quelle sere. Il potere della musica… Un’attività per me così rognosa diventò quasi un piacere, ho ancora in mente i giri in città con in sottofondo “Love is All I Know” e quanto mi abbia sollevato dal peso degli scatoloni.
Ovviamene anche un’altro disco avrebbe potuto fornire lo stesso sollievo, in effetti quest’album non ha poteri particolari (oppure si?) e come molti altri avrebbe potuto alleviare le noiose trasferte tra i due appartamenti. Quindi?
Quindi si tratta di un album (o alcuni album) usciti in quel momento e che quando riascolto oggi, alla memoria tornano i momenti del trasloco, dell’emozione di una casa nuova, di un cambiamento importante. In questo modo ho potuto avere una nuova colonna sonora ad un passaggio di vita. Se invece avessi ascoltato nello stesso periodo ad esempio “In Ranbows” dei Radiohead (2007) allora ad ogni ascolto di “In Rainbows” il mio cervello avrebbe dovuto scegliere se abbinarlo al trasloco oppure a quando conobbi la mia attuale compagna (sceglierebbe la seconda opzione) perdendo una colonna sonora per un evento comunque importante.
Oppure un giorno risentendo “Look Over the Wall, See the Sky” di John Francis Flynn mi ricorderò di questo attimo mentre scrivo questo post… chi lo sa!
Posso associare dischi ad ogni evento rilevante della mia vita (leggete “Alta Fedeltà” di Nick Hornby), il primo disco acquistato (“Born in the USA“), la maturità (“Goo“), l’università (“Mezzanine“), il primo lavoro (“OK Computer“), la morte di mio padre (“C’mon“) e via così. Eventi felici e tristi ma la musica ha quel “potere” li quello di evocare, maledetto o benedetto potere che sia.
Per molti la necessità di avere ricordi associati a musica non è rilevante, lo capisco, ma per me lo è. Pensateci, se aveste ascoltato musica solo da ragazzi e poi nulla più, amereste certamente quella musica ma che inevitabilmente vi riporterà solo a quegli eventi di gioventù… E poi? Finita li? Non vi piacerebbe avere altre colonne sonore per la vostra vita?
Jeremy Larson (Pitchfork) disse nel 2020: “Penso che essere impegnati con la nuova musica sia un modo per essere impegnati con il presente. E durante una pandemia può sembrare un po’ spaventoso impegnarsi con il presente, perché il presente non è un momento molto divertente. È pieno di morte, paura, traumi, mancanza di lavoro e un’economia in crisi. Sembrerà involuto e un po’ da fattoni, ma ascoltatemi: È importante impegnarsi nel presente perché presto diventerà il passato e sarà la vostra nostalgia futura. E questo è uno dei motivi per cui penso che la nuova musica sia così vitale per impegnarsi.“
“People Who Show You New Music Are Important!“
(“Spirit High” e “My Light”, le scelte di questo disco per la playlist “Picks 2023”)



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