Un altro giorno
Un’altra sera
Un’altra notte
Un altro sogno
Un’altra idea
Un’altra vita
Un altro me
Un altro ancora
Un altro pò
Non ne ho mai abbastanza
Felicitazioni
Felicitazioni
FELICITAZIONI, Jo.
Tra le pareti e le sale dei Chiostri di San Pietro a Reggio Emilia, sale che per l’occazione prendono il nome dai titoli dei brani e dei dischi dei CCCP Fedeli alla linea, è raccontata la nascita della band oltre che al periodo storico della città di Reggio Emilia, luogo che ha vissuto momenti rilevanti nella storia politica italiana (PCI di Togliatti). “FELICITAZIONI!” è il titolo della mostra che suona ironico e caustico come nelle migliori espressioni liriche di Giovanni Lindo Ferretti voce e scrittore dei testi della band.

Echeggia nel cortile dei Chiostri la voce di Ferretti isolata dalla musica che canta “dammi una mano dammi una mano ad incendiare il piano padano” (cit. “Rozzemilia“, 1987)… avanguardia! (Audio)
Visitando gli spazi, gli allestimenti e le installazioni in questo bellissimo palazzo, se sei poco attento è probabile che la mostra possa darti l’idea che sia fondata su un “effetto nostalgia” sembrando a tratti passatista, ma non è così. Ogni spazio e ogni installazione laddove venga rappresentata una scena iconografia di un periodo “comunista” in realtà la contraddizione emerge evidente. Contrasto ottenuto attraverso l’accostamento della musica dei CCCP o delle esibizioni live in video piuttosto che nel contrasto visivo tra gli oggetti presenti.
Ad esempio nella sala 2 “Affinità e divergenze”, su un grande tavolo ottagonale di legno massiccio è posato un piccolo busto di Lenin e un telefono in bachelite, al quale è affiancato dal testo di “Oh! Battagliero” stampato su un grade plexiglass trasparente che illuminato proietta lo stesso testo anche sul fondo della sala. Da un lato un’arredo reale della sede locale del P.C.I., dall’altra il testo di un brano che suona apparentemente scanzonato ma narrante di un potere violento e decadente, di nuovo un’antitesi.
“Battagliero un sepolcro al cimitero ricoperto di lillà battagliero uno sguardo ardito e fiero che rincorre l’aldilà Non lo salverà dal cero il fucile mitragliero non è un manipolo; guerriero lo potrà resuscitar; corre in cielo corre in cielo Oh Battagliero […]”
(cit. “Oh! Battagliero”, CCCP Fedeli alla linea, 1987)
Mentre attraversi il corridoio “Socialismo irreale” i volti giganti della dirigenza comunista hanno come sottofondo gli inni classici ma i personaggi da li a poco cadranno e porteranno a fiumi di sangue cambogiani.
Sala 6 “Epica Etica Etnica Pathos” è magnifica con la fotografie del maestro Luigi Ghirri, ci ho lasciato il cuore.
Non mancano chicche imperdibili come gli spot televisivi prodotti della band per promuovere “Canzoni preghiere danze del II millennio – sezione Europa” del 1989, dove i nostri, a turno, si mostrano in improbabili banditori e promotori di prodotti di mercato tramite spot ironici, probabilmente trasmessi dalle reti locali reggiane (?).
Tra gigantografie dei concerti, abiti di scena di Annarella “benemerita soubrette” svetta Amanda Lear con un costume semitrasparente e scotch nero sui capezzoli, 40 anni fa, ditelo all’apparente trasgressività di Victoria De Angelis…
Un’esperienza tra musica punk, riflessione sul chi siamo oggi, cosa abbiamo lasciato alle spalle ma senza abuso di retorica bensì un’intellegente riflessione retrospettica. Un pizzico di celebrazione ai 40 anni dall’esordio della band ci sta tutta.
La mostra sarà aperta fino all’11 febbraio e se sei audace e fortunato hai la possibilità di partecipare ad alcune date in quel della Berlino attuale con la reunion della band per i soli live previsti. Nessun revaivalismo ma una celebrazione conclusiva o almeno me lo auguro.




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