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Quel tocco da soundtrack di un film che non c’è.

Quel tocco da soundtrack di un film che non c’è.

29 gennaio 2024
the unkle

BERSARIN QUARTETT, “Systeme” – LP – 51′ – Denovali Records, Germania.


La newsletter di Denovali Records mi arriva puntuale e puntualmente me la perdo tra le decine di notizie e tra gli impegni quotidiani ma non questa volta. Denovali (etichetta tedesca) ha un catalogo piuttosto particolare dove l’elettronica e l’ambient la fanno da padrone, dovrei dedicargli più tempo ma anche ad avere la venticinquesima ora al giorno non basterebbe.

A questo giro leggo di Bersarin Quartett (che non conosco) e sento la traccia proposta dall’etichetta “Autopoesie“. La prima reazione è stata di riascoltarla e successivamente di promettermi di provarci col disco. Parto sempre un po prevenuto con le sonorità Ambient, tolti i nomi noti, temo sempre in quella miscela pallosetta buona per sottofondi nei ristoranti.

Thomas Bücker tedesco di Münster (vicino Dortmund) realizza le sue composizioni nel proprio studio E·SMΘGPLΛ¥GRΘUПD e insieme al resto del quartetto che ha costituito.

Bersarin, strano utilizzare il nome di un generale sovietico (Nikolai Erastowitsch Bersarin) che ≪guidò la 5ª Armata d’assalto alla conquista di Berlino entrando per primo in città≫ nel 1941. Tu sai perché?

Una nota malinconica e un strano senso di “qualcosa che non va“, come dice la stessa Denovali nelle note che accompagnano l’uscita, è la miglior descrizione della sensazioni che ho provato e che probabilmente mi hanno suscitato l’interesse per le tracce di questo lavoro.

Immagino questo album come colonna sonora di un bellissimo e raffinato Sci-Fi Movie, una sorta di incrocio tra “Blade Runner 2049″ e “Arrival“, una potente riflessione su di noi, sulla relazione con la tecnologia, l’ambiente e la comprensione di noi stessi, nonché ovviamente la sconcertante relazione con lo spazio-tempo. Lasciatemi sognare…

Quattordici tracce quindi, sotto lascio l’elenco con traduzione dal tedesco, un flusso sonoro morbido come un olio che ti lascia una patina sulla pelle. Sonorità spesso sospese in grado di lasciarti il tempo di viaggiare. Come in “Exo“, un enigmatico landscape sonoro che si apre in un bellissimo movimento di pianoforte dopo aver superato una prima traccia di apertura “Gespenster” che ti abbandona come in micro gravità.

Il pianoforte torna dominante in “Für und Wider” che con poche note prova a rapirmi ma forse la traccia è un po ripetitiva e finisce senza lasciare un gran sapore. “Autopoesie” invece attraverso voci corali sostenute da lunghe onde di bassi e archi mi concedono di immaginare atmosfere e scenari Sci-Fi che spesso un ottimo Villeneuve ha saputo rappresentarci in questi anni.

“Signale” segue un po il flusso proposto dalla traccia precedente e “Firmamente” chiude una prima metà di LP pienamente soddisfacente. La seconda parte dell’album a mio avviso è meno efficace ma assolutamente gradevole. “Illusionen“, “Liebe” e “Systeme” il meglio della seconda parte con una title track bomba.

Chissà se Bücker ha amato “Haunt Me” e quei lunghi tappeti sonori che Hecker costruiva nel 2001, chissà se l’esperienza più techno-ambient del danese Trentemøller sia stata annessa in questo album. Una bella scoperta per quanto mi riguarda anche se oramai al quinto disco ma come dire ≪meglio tardi che mai≫ e mi concede il lusso dell’opportunità di andare indietro nella discografia e sentire il resto della produzione di questo progetto che, tra l’altro, su AOTY appare con recensioni migliori di questo…

(Tracklist tradotta con deepl.com.)

  • Fantasmi
  • Exo
  • Luce
  • Pro e contro
  • Autopoesia
  • Segnali
  • Firmamenti
  • Illusioni
  • Notte e nebbia
  • Neuroni
  • Potere
  • L’amore
  • Sistemi
  • Rilevanza

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2024, Ambient, Bersarin Quartett, Denovali Records, Electronica, Thomas Bücker

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Disco d’Oro

I Menzies, una band indie rock neozelandese, debuttano con "Holding My Cold Hand, Even Though Yours Is Warm", un LP travolgente che esplora l'intimità attraverso dettagli quotidiani. Un viaggio sonoro tra essenzialità e autenticità, capace di toccare cuori. Questa settimana il meteo è torrido, mentre la musica offre ferie rinfrescanti. Tra uscite di Pye Corner Audio, Mount Kimbie e Julia Jacklin, si prospetta una playlist variegata per affrontare il caldo estivo. La colonna sonora di "The Immortal Man", creata da Genn e Slattery, trascende il film, diventando un'opera d'arte musicale autonoma. Con la voce intensa di Grian Chatten e una varietà emotiva, ogni traccia risuona come un'esperienza profonda e indimenticabile. L'Italia guarda i Mondiali da casa, senza illusioni. Nel frattempo, artisti come Taja Cheek e Bonobo pubblicano nuovi brani, mentre i MONO e Parannoul esplorano sonorità emozionali. Gli Interpol rimangono fedeli al loro stile distintivo. Maggio ha mescolato venticinque brani come un DJ Mix Shuffle. Da elettronica spaziale a hardcore scomodo, c'è un po' di tutto. Ogni canzone è un viaggio, e tu hai solo il compito di trovare la tua mappa. Buona fortuna! "Chott" è il secondo album di Taroug (Tarek Zarroug), uscito il 27 marzo 2026. Un'opera ambient che esplora emozioni profonde, riflettendo esperienze personali e tradizioni familiari, con sonorità uniche che mescolano influenze arabiche e IDM. Richiede attenzione. Dieci dischi, spaziando tra free jazz, dream pop e techno. Artisti come Thundercat e Irreversible Entanglements offrono sonorità innovative, mentre il progetto di Radwan Ghazi Moumneh affronta temi geopolitici con urgenza e profondità emotiva. I Big Special partono alla grande con "Family Bones", mentre SLIFT e A Place to Bury Strangers continuano il viaggio sonoro. C'è anche un cambio di mood con Floating Points e i Death Cab for Cutie, fino ai ritmi hip-hop di Wu-Lu. I Cult of Dom Keller, con il loro album "Unholy Drum", esplorano una psiche sonora intensa e stratificata. La band di Nottingham fonde dinamiche e stili, riflettendo esperienze personali e sociali. Un lavoro coeso e audace, pronto a tracciare nuove direzioni musicali.

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