I Pearl Jam qualche giorno fa annunciavano il loro prossimo album (19 aprile 2024) come il migliore della loro storia! A parte aver già pronunciato questa affermazione, ma insomma… Secondo me non ci credono nemmeno loro!
Pubblicano oggi il primo singolo “Dark Matter” e l’ho ascoltato con la stessa aspettativa di chi il film lo ha già visto e sa come finisce. Ma mi armo di rispetto e attenzione e…
Il riff è malamente plagiato a tal punto da far sembrare “I Love R’nR” di Joan Jett un capolavoro.
La voce di Vedder ormai ha superato il livello “fastidio” ed è entrata di prepotenza in quello “scorreggia”, con l’aggravante che il buon Eddie ha ormai perso anche le sue più che oneste abilità di scrittura dei decenni passati: è diventato logorroico come un pensionato ai giardinetti in piena demenza senile. Prolisso senza nemmeno riuscire a centrare una sola linea melodica ricordabile e degna di nota.
Il ritornello è pacchiano, da mani al cielo con corna a tre dita è perfetto solo per uno di quei deejay set firmati Virgin Radio (Dj Ringo) che rendono atroci persino i cambi palco al Firenze Rocks.
Suoni spacciati per moderni e vendibili come tali ad un pubblico con una conoscenza del panorama musicale odierno pari allo zero, che di moderno hanno solo l’ormai evidente ignoranza e incapacità del produttore e amico di famiglia (!) Andrew Watt.
A completare l’opera l’assolo di Mike McCready, un chitarrista che non ha ancora avuto il coraggio di staccare dai muri della propria cameretta i poster dei suoi idoli adolescenziali: buttato a caso, pacchiano, fuori contesto e totalmente scollegato non solo dal resto del brano, ma dall’intero panorama rock del 2024. L’effetto irritante che fa è lo stesso di quello che provoca la vista delle tende ricamate a mano dalla nonna, che hai dovuto forzatamente mettere alle finestre con tutt’intorno l’arredamento in stile Ikea comprato in fretta e furia e assemblato quasi a caso.
Il risultato finale è un brano che non suona per nulla classico e per nulla odierno. Una fastidiosissima via di mezzo pubblicata da una band allo sbando totale e che è diventata, essa si, il nulla cosmico ormai da parecchio tempo.



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