Nasce come Kate Tempest nel 1985 a Westmister, Londra e assume il nome di Kae nel 2020. Semplicemente elidendo una T, Kae si pronuncia come la lettera K in inglese (/ˈkeɪ/), assume almeno due significati, spiega Tempest nel messaggio sui social, “È un’antica parola inglese che significa ghiandaia. Le ghiandaie sono associate alla comunicazione, alla curiosità, all’adattamento a nuove situazioni e al CORAGGIO” oppure “può anche significare taccola, l’uccello che simboleggia la morte e la rinascita.“, magia dei letterati.
Si perché Kae scrive poesie, libri, novelle ed è spoken word performer nella sua musica. “The Line is a Curve” esce nell’aprile 2022 e per il sottoscritto è un classico. Ci siamo capiti!
Tutto ruota attorno a “More Pressure” che è fulcro dell’album, dice Kae, brano che fu un singolo pazzesco con la partecipazione di Kevin Abstract rapper americano. Brano che parla della ≪pressione a cui siamo sottoposti come occasione di crescita, nuova resilienza, accettazione di sé. Dall’enorme pressione può venire energia ad un altro livello. Per me è una canzone di elevazione…≫
Inizio potente dell’album con l’invettiva sui social network di “Priority Boredom” il sound di synth tra i più fighi del pianeta ha la produzione del fidato Dan Carey, mette subito in chiaro la cifra dell’album. Difficile parlare di questo disco anche ora mentre lo riascolto per l’ennesima volta, le emozioni che la sequenza di tracce suscitano sono forti. Ci si mette anche la voce di Lianne La Havas per la quale ho un debole da quando coverò “Weird Fishes” dei Radiohead.
Quel “Leaves, Rain” pronunciati alla battuta di cassa che portano a rallentare il flow è un tocco di magia che donano l’accento in un brano di profonda riflessione sulla propria gioventù, la chiusura con una tromba meravigliosa che suona note lunghe e malinconiche, “Salt Coast“.
Il pezzo “Move” è un’esplosione che anticipa il tema stesso di “More Pressure“, Kae parla di resistenza rispetto alle avversità, senza cedere alla rabbia cerca nella forza di volontà le attitudini per superarle… quindi “muoviti“!
≪Non importa quante volte io vada in pezzi
Quante volte io crolli
Non è la fine finché non arriva la fine
E quando arriva sarà troppo tardi
Quindi
Muoviti
Lotterò contro di te finché non vincerò≫
In questo disco il sound minimale e allo stesso tempo diretto ed efficace, con poche note suscita malinconia, lucida rabbia, amore, sofferenza, speranza, cosa puoi chiedere di più ad un disco e ad un artista?
Ho avuto la fortuna di essere presente all’esibizione presso il Locomotiv Club di Bologna ed è stato fantastico, ancor più incredibile la passione dei tanti ragazzi presenti.
“The Line is a Curve”, un titolo evocativo, sovverte ciò che pensiamo implichi andare da un punto A a un punto B e il contenuto continua su questa stessa “linea”, facendoci dubitare assai di ciò che possiamo considerare importante o rilevante nella vita.
Serenamente nella Top 10 degli album del 2022.



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