
- Band: Harmonia
- Titolo: “Musik von Harmonia“
- Uscita: gennaio 1974
- Etichetta: Brain Records, Grönland Records
- Genere: Progressive Electronic, Krautrock.
- Durata: 8 brani, 43 minuti
- Paese: Germania, Forst, Niedersachsen.
L’occasione di spendere due parole su questo album è sorta grazie alla recentissima ristampa dopo il remaster del 2015, con la distribuzione per il Record Store Day del 19 aprile ’24, una sorpresa rispetto al catalogo RSD pubblicato dai negozi.
Gli Harmonia furono un progetto, oggi con vista retrospettica diremmo supergruppo per i membri che ne fecero parte. Visse tre anni dal 1973 al 1976, produsse due dischi in studio “Musik von Harmonia” e “Deluxe“, oltre ad un live “Documents 1975“. Al progetto partecipavano musicisti importanti dell’allora scena Kraut Rock e Kraut Progressive Rock nonché nell’emergente scena elettronica, parliamo dei Cluster con Dieter Moebius e Hans-Joachim Roedelius, dei NEU! con Michael Rother che per un breve periodo fu anche nei Kraftwerk.
Brian Eno comparve nel settembre 1976 per collaborare con la band e rimase con loro per 11 giorni prima di prendere a collaborare con David Bowie per gli album che sarebbero usciti nel 1977 (Low e “Heroes”). Eno dichiarò che gli Harmonia erano “il gruppo rock più importante del mondo” a metà degli anni ’70, suonò con loro nel ’74, facendo una jam session con la band al Fabrik di Amburgo. David Bowie considerava gli Harmonia una delle band tedesche più importanti e influenti dell’epoca.
Negli 11 giorni di Frost gli Harmonia ed Eno (Harmonia & Eno 76) registrarono le sessioni dando vita ad un quarto disco “Tracks and Traces“, di queste registrazioni non si ebbero traccia fino a venti anni più tardi nel novembre 1997 quando Eric Spitzer-Marlyn e Othmar Eichinger le rimasterizzarono.
“Musik von Harmonia” non ebbe grandi risultati nell’immediato, l’approccio ambient sperimentale adottato dai Cluster venne qui “rifiutato” in particolare dallo stesso Rother, che col resto della band adottò uno stile compositivo dalle atmosfere piuttosto scure, nelle quali i pezzi sono stratificati e d’avanguardia, le sonorità sono realizzate tramite diversi “gadget” elettronici, organi, drum machine, sintetizzatori per emettere impulsi ripetitivi e soundscape.
L’atmosfera del disco riflette un certo astrattismo che qualcuno definisce “cosmic sound”, ma pur sempre melodico, probabilmente l’effetto “cosmic” è causato dalla scelta di alcuni pad sonori che già in “Watussi” potrebbero richiamarti l’immagine della scena iniziale di “Blade Runner” (1982) dove una lenta ripresa incede su una città iper industrializzata, uno sprawl densissimo che si riflette nell’occhio di uno dei protagonisti.
Stratificazioni e tensioni sonore che vagano nei canali stereo sono esemplari in “Ohrwurm” dove le chitarre vengono manipolate per produrre vibranti rumori elettrici gestiti in una lunga armonia oscillate. “Sehr Kosmisch” è una deriva elettro-prog-kraut-rock affascinante, un pezzo di quasi 11 minuti che innegabilmente ha attratto Brian Eno.
Nel complesso il disco appare sia torbido (“Ohrwurm“) che divertente (“Dino“), ma con quella meccanicità tipica raggiunta tramite diversi approcci da questi indubbiamente talentuosi polistrumentisti, capaci di esprimere il proprio suono in modo distinto ma organico al progetto.
La presenza di questi musicisti, oramai nei libri della storia del rock, non sono la somma che dà il risultato, nulla lo può garantire come spesso accade, l’intelligenza artistica di questa breve unione ha permesso una reinvenzione. Non abbiamo l’impulso elettrico e clinico dei Kraftwerk, né la fluidità apparentemente senza sforzo dei Neu! tanto meno il groove dei CAN parte di quella scena.
Daniel Dumych scriveva: “Forse la ragione per cui Eno lodava così tanto gli Harmonia era che la loro musica corrispondeva ai requisiti dell’ambient rock. La musica era ugualmente adatta a un ascolto attivo o passivo. L’ascoltatore attento trovava la sua attenzione ricompensata dalle attività musicali e dai suoni, ma la musica degli Harmonia era anche in grado di creare un ambiente sonoro”.
Più tardi nel 1975, il trio registrava “Deluxe” che invece divenne seminale poiché rimase una sorta di riferimento pre-ambient, questo e “Musik von Harmonia” affascinarono Brian Eno che solo solo nel ’77 pubblicò “Before and After Science” e nel ’78 “Ambient 1: Music for Airports” una pietra miliare di genere, nei quali Roedelius & Moebius ebbero un ruolo rilevante.



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