Colpa di una frase pronunciata da un amico, di nuovo s’è scatenata in me la domanda “perché non sono diventato un fan dei tanti fenomeni pop mainstream?”. Perché anche io non me la sciallo con i vari Fedez, Annalisa o nel passato con i Ramazzotti, Ligabue e i Jovanotti… Perché caspita non sono come i più? Perché mi trapano il cervello con musica che non conosce pressoché nessuno? Domanda che mi sono posto più volte nel corso della mia mezza età ma ora sono qui con una tastiera e un blog su cui scrivere quindi ti becchi questo rant anche su questioni a cui giustamente non ti importa nulla!
La musica a cui ho avuto accesso da adolescente e subito dopo da giovane uomo probabilmente mi ha “ROVINATO LA VITA”!?
Si! E’ l’ovvia risposta, a me si. Ovviamente con “rovinata” intendo una presa di coscienza, la “pillola rossa musicale”. Per molti altri pur ascoltando questi brani non è cambiato nulla, naturalmente hanno optato per la pillola blu e sono diventati fan di Ligabue, dei Le Vibrazioni, dei Creed, dei Linking Park o peggio dei Maneskin perché sono ruuoock! (Generalizzazione becera ma utile a spiegarmi…)
Oggi faccio mente locale e provo a mettere giù un’ora di musica che, sulla base della mia memoria, penso a cosa ascoltavo da ragazzino quando la band del momento erano i Duran Duran (caro @giorgione72 non me vorrai ma presi il disco “Rio” per una ragazza ma loro non fecero mai breccia nel mio cuore) e scelgo dei brani da quelli che furono i personali dischi di svolta.
Oggi, rileggendo il passato, credo mi abbiano così influenzato da farmi pretendere qualcosa di più dalla musica. Come quando stai imparando a leggere e passi dalle prime parole a leggere Topolino e poi a leggere “Le avventure di Tom Sawyer” e poi successivamente “Il ritratto Dorian Gray” e così via fino a “L’insostenibile leggerezza dell’essere“. Passaggi di svolta negli anni, qui riassunti brevemente in soli 60 minuti.
E tu? Quali sono i tuoi passaggi cruciali in musica?



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