
- Artista: Ghost Dubs (Michael Fiedler)
- Titolo: Damaged
- Etichetta: Pressure
- Formato: LP, 48′
- Paese: Germania, Stuttgart
- Uscita: 22 Luglio 2024
Chi mi conosce bene sa che non sono un appassionato di Reggae e delle sue derivazioni, la Dub in questo caso. Michael Fiedler aka Jah Schulz o Tokyo Tower è un DJ-Producer di
Stoccarda, attivo esponente dell’Electro-Dub da una ventina di anni. E’ tornato con un album sotto lo pseudonimo Ghost Dubs per l’etichetta di The Bug ovvero la PRESSURE. Fielder in circa 5 anni passa da una Dub più classica con origini ben definite e riconoscibili (“Dub Collection“, 2019) a qualcosa di più rarefatto e fumoso.
“Damaged” è un percorso che attraversa la dub techno nebbiosa e dilatata in tutte le sue sfumature, dalle profondità tetre della “fabbrica” di “Chemical”, prima traccia dell’LP, al passaggio al battito pesante e insistente nello spettro dei 30Hz di “The Regulator” e il paziente respiro pesante del rumore sfrigolante di rimbombi minacciosi di “Dub Laboratory“. Fino a “Thin Line”, che riconosce le origini caraibiche del genere e le ripropone attraverso la sperimentazione sonora.
Crepitii ferrosi, lente pulsazioni, groove freddi, percussioni metalliche e scintillanti che si riverberano in un fumo fitto, dove gli accordi di pianoforte lampeggiano come fari in un viaggio notturno e nebbioso.
Un LP dalle frequenze basse potenti che giungono da territori freddi e minacciosi e arrivano qui ancora fragorose e nitide facendoci vedere un panorama distopico. Come osservare la luce che giunge a noi ci dice qualcosa di un passato lontano, anche i 30-40Hz di questo album ci raccontano di un intimo spaccato di Fielder.
Qualcuno ha saggiamente trovato un legame tra il “cold climate” di Michael Fiedler con il geniale “Get Up With It” (1974) di Miles Davis, in effetti un sinistro legame potrebbe esserci…
Ghost Dubs prende l’esperienza oramai chiusa dell’etichetta Chain-Reaction per ricostruirla e reinventarla, la freddezza delle atmosfere meccaniche è contrastata dal calore dell’umanità o di ciò che ne rimane.
La cautela ad avvicinarmi a questo disco è stata superata e per mia fortuna anche premiata perché questo lavoro mi ha saputo svelare quel qualcosa che coprivo con un velo di pigrizia e superficialità.
(brani scelti per la playlist “Picks“, “The Regulator” e “Hot Wired“)



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