Los Bitchos, Live, Locomotiv Club, Bologna, 15 Nov. 2024
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Una tipica bella giornata invernale mi accoglie al mio arrivo a Bologna: il cielo è azzurro e senza nubi, l’aria è fredda ma riscaldata da un dolce sole non ancora compiutamente timido.
Mi riposo nella mia stanza temporanea e mi preparo per il concerto della sera; so già che mi troverò di fronte ad una serata da ricordare.
Sarà così.
Al mio arrivo il Locomotiv di Bologna si dimostra il luogo ideale per la gaudente celebrazione delle nostre esistenze a cui sto per assistere, il pubblico è vario: ci sono sia i middle aged come me ma anche molti giovani. Tutti insieme canticchiamo i brani anni 80 che scaldano i presenti prima dell’inizio della serata.
Un piccolo sorriso disegna il mio volto quando scopro che il ventenne di lingua inglese dietro di me confessa di non conoscere bene l’autore del brano che sta cantando (nella fattispecie David Bowie con “Let’s dance”).
Poco male, c’è solo il tempo per il successivo “Into the groove” di Madonna (vi ho mai confessato che è la mia preferita della sua prima produzione?)
È il momento per il duo formato da Elliott e Virgile Arndt che sul palco, si fan chiamare “Faux Real“. Non li conoscevo e non sapevo cosa aspettarmi: e se all’inizio il fatto di vedere due bei ragazzoni aitanti che ballano e cantano su una base mi lasciasse decisamente perplesso, con l’andare dei brani e godendo del mazzo che si fanno sul palco mi fan rapidamente e decisamente cambiare opinione. Il loro sound è ultra melodico e il loro modo di coinvolgere il pubblico e creare festa è assolutamente fuori dall’ordinario.
Dopo poco ero con loro, ed anche in mezzo a loro, a ballare le loro melodie e i loro ritmi sinora a me (e agli altri astanti) sconosciuti. Anche chi sta intorno a me sembra avere la mia stessa risposta. Il gran finale (non senza aver ringraziato ed annunciato il main event) è ballare sotto il palco insieme al pubblico con le torce dei cellulari accese… Direi che non si può chiedere molto di più ai Faux Real!
Dopo il duo franco-losangelino è il tempo di preparare gli ultimi dettagli del palco per la band principale: Los Bitchos! Le quattro musiciste che compongono e suonano musica strumentale ultra ballabile ispirata (ma non solo) ai ritmi sud americani come la cumbia, alle melodie turcodeliche, al surf e, come attitudine, al punk rock.
Si son conosciute a Londra ma dai background completamente differenti. Talmente tanto che si può quasi dire che ognuna di loro provenga da un continente diverso dall’altra: Serra Petale la chitarrista principale (poi c’è anche un chitarrista turnista in background al quale spesso vien richiesto e dedicato il giusto tributo di applausi) è di origine australiana, Augustina Ruiz suona le tastiere (sia analogiche che non) è invece uruguaiana, svedese è la bassista Josefine Jonsson la batterista Nic Crenshaw è invece “più semplicemente“ inglese.
Ma torniamo alla nostra serata.
La band sale “casualmente” sul palco cantando insieme a noi un immortale inno anni ottanta della “presabbene” ovvero “Heaven is a place on Earth” di Belinda Carlisle. Prese le loro postazioni e dopo un sempre troppo inopportuno fade out da parte del Dj, Serra Petale mette subito in chiaro le cose dicendo: Ciao, siamo le Los Bitchos, suoneremo un sacco di musica strumentale e ci divertiremo un casino!!! E sarà così.
L’energia positiva trasuda da ogni nota suonata dalla band e alla fine di ogni brano il pubblico (non numeroso, bisogna dirlo) esploderà in un lungo e sentito applauso. Il ragazzetto inglese che non conosce bene Bowie ma è grande fan del gruppo urla che sono criminalmente poco conosciute e non ne comprende il motivo. Oh amico mio, non entrare in questi discorsi credimi!
Non mancano i pezzi più belli dal disco d’esordio della band e son personalmente soddisfatto dalla scelta dei pezzi presi dal secondo album visto che hanno eseguito tutte le mie preferite da quello nuovo. Per il gran finale non posson mancare “Pista”, il balletto con le braccia in alto e la cover di “Tequila”.
Poi la band soddisfatta ringrazia i presenti e, prima di uscire si unisce in un grande abbraccio collettivo. Han dato tutto, ci sta. Escono ed un po’ la sensazione di magia scompare, fors’anche finisce, ma chi era con me sa di aver passato una serata rara e preziosa: una notte da ricordare.
Se volete qui di seguito troverete la playlist del concerto.
(Tutte le fotografie sono state catturate da @giorgione72)










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