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Pesaro, let’s attend something…

Pesaro, let’s attend something…

10 dicembre 2024
giorgione72

King Hannah, Live, Teatro Sperimentale, Pesaro, 06 Dic. 2024


Versione Podcast



Quella del sei dicembre 2024 è una serata invernale piuttosto fredda e la ridente Pesaro mi accoglie con tanto di luci colorate, luminosi messaggi d’auguri, mercatino natalizio e famigliole di classe media che tentano di non tradire le aspettative sociali del periodo in questione, nonostante la rigidezza della temperatura.

Io sono nella ridente cittadina adriatica per andare ad ascoltare una delle band che amo di più in questo periodo: il duo inglese si fa chiamare King Hannah, proviene da Liverpool ed è formato dal chitarrista Craig Whittle e la cantautrice Hannah Merrick. La loro musica rock è lenta, notturna e dall’ispirazione malcelatamente letteraria. Spesso si fa tentare anche da asprezze, distorsioni e rumorosità non solo nei suoni ma anche nei testi.

Ma veniamo alla serata che purtroppo comincia con qualche ritardo: noi del pubblico entriamo nel teatro proprio pochi momenti dopo che la prima band ad esibirsi abbia finito il suo soundcheck, sono i veneti Lamante che ci propongono un folk rock sporcato di elettronica e durezze (rock) che però colpisce il pubblico presente solo fino ad un certo punto.

Sono bravi e ce la mettono tutta per carità, si può affermare che siano davvero presi dalla loro musica, ma forse non sembrano aver ancora trovato precisamente il loro focus artistico. Molto presente è il tema delle radici e della memoria: sembra fondante della loro estetica ed anche alla base di questo tour. Una band italiana decisamente interessante e da tener d’occhio. Per la cronaca segnalo anche una pregevolissima cover di “Dentro Marilyn“ degli Afterhours come uno degli highlights dello show improntato dalla band di Schio.

Dopo gli italiani è il turno del blues man inglese Joe Gideon, compagno di etichetta (Bella Union) dei King Hannah che ci accompagnerà, dopo alcuni taglienti brani rock blues dai testi ironici, al main act della serata.

Finalmente!

Infatti la band di Liverpool comincia poco prima della mezzanotte e non delude: sale prima sul palco Craig Whittle ed il resto della band con il suo look un po’ grunge: camicia marroncina a quadrettoni sopra i jeans, maglioncino color senape e folta chioma (beato lui!) di capelli rossi. Le prime note atmosferiche di “Somewhere near El Paso” risuonano per permettere un’entrata adeguata, con uno splendido vestito rosso con i volant, ad Hannah Merrick. Accolta da un secondo ed ancor più fragoroso applauso dal pubblico pesarese.

Alla fine del primo brano la front-woman scherza col pubblico sia sulla tarda ora che sulla peculiare location visto che normalmente la band è abituata a suonare in piccoli club più che in teatri-cinema come lo “Sperimentale” pesarese probabilmente più adatto ad altro tipo di manifestazioni che un concerto di rock blues venato di intimismo.

I tempi stretti e la necessariamente veloce preparazione della serata si palesano in qualche fischio e ronzio degli amplificatori ma nulla di particolarmente fastidioso, il quartetto (Hannah, Craig e i due fidatissimi session men che si poteva aver avuto modo di apprezzare anche nel precedente tour di promozione di “I’m not sorry, I was just being me”) snocciolano un set elettrico perfettamente rodato, fondato fortemente sull’ultima fatica “Big swimmer” e da qualche brano dai due dischi precedenti. C’è anche spazio per una splendida cover di “State trooper”. Canzone introdotta dalla frontwoman, sempre più a suo agio sul palco, chiedendo al pubblico con palpabile soddisfazione e retorica se fossero per caso presenti tra il pubblico fans di Bruce Springsteen.

Ogni tanto la spallina sinistra del rutilante vestito con i volant della Merrick (quello del video ufficiale di “Big swimmer”) scivola mostrando l’ossuta spalla. È una casualità che il fascino naturale e l’eleganza senza sforzo, sia della Merrick che di tutta la band ci concedono a noi fortunati presenti al concerto.

È l’una di notte quando tra le mura del teatro la title-track dell’ultimo disco risuona e chiude il concerto pesarese, non senza che la rosso-vestita cantante ci ringrazi e ci auguri un tranquillo ritorno a casa verso il sospiratissimo (innanzitutto da lei!) pigiama.

And it feels right to do so…

Qui in fondo al post troverete la playlist Spotify del concerto romano che ha la stessa playlist di quello pesarese ma con in più l’ultimo singolo cover natalizia pubblicata dalla band…

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2024, King Hannah, Live, Pesaro, Teatro Sperimentale

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Disco d’Oro

Questa settimana il meteo è torrido, mentre la musica offre ferie rinfrescanti. Tra uscite di Pye Corner Audio, Mount Kimbie e Julia Jacklin, si prospetta una playlist variegata per affrontare il caldo estivo. La colonna sonora di "The Immortal Man", creata da Genn e Slattery, trascende il film, diventando un'opera d'arte musicale autonoma. Con la voce intensa di Grian Chatten e una varietà emotiva, ogni traccia risuona come un'esperienza profonda e indimenticabile. L'Italia guarda i Mondiali da casa, senza illusioni. Nel frattempo, artisti come Taja Cheek e Bonobo pubblicano nuovi brani, mentre i MONO e Parannoul esplorano sonorità emozionali. Gli Interpol rimangono fedeli al loro stile distintivo. Maggio ha mescolato venticinque brani come un DJ Mix Shuffle. Da elettronica spaziale a hardcore scomodo, c'è un po' di tutto. Ogni canzone è un viaggio, e tu hai solo il compito di trovare la tua mappa. Buona fortuna! "Chott" è il secondo album di Taroug (Tarek Zarroug), uscito il 27 marzo 2026. Un'opera ambient che esplora emozioni profonde, riflettendo esperienze personali e tradizioni familiari, con sonorità uniche che mescolano influenze arabiche e IDM. Richiede attenzione. Dieci dischi, spaziando tra free jazz, dream pop e techno. Artisti come Thundercat e Irreversible Entanglements offrono sonorità innovative, mentre il progetto di Radwan Ghazi Moumneh affronta temi geopolitici con urgenza e profondità emotiva. I Big Special partono alla grande con "Family Bones", mentre SLIFT e A Place to Bury Strangers continuano il viaggio sonoro. C'è anche un cambio di mood con Floating Points e i Death Cab for Cutie, fino ai ritmi hip-hop di Wu-Lu. I Cult of Dom Keller, con il loro album "Unholy Drum", esplorano una psiche sonora intensa e stratificata. La band di Nottingham fonde dinamiche e stili, riflettendo esperienze personali e sociali. Un lavoro coeso e audace, pronto a tracciare nuove direzioni musicali. "LP4" degli American Football segna il ritorno della band dopo sette anni, mescolando introspezione e malinconia. Le tracce esplorano il dolore e la bellezza dell'invecchiare, offrendo un viaggio emotivo ricco di sfumature e onestà, lasciando un'impronta profonda nell'ascoltatore.

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