
- Artista: Aphex Twin
- Titolo: Music From The Merch Desk
- Durata: 156 minuti circa
- Etichetta: Warp
- Tracks: 32 tracce
Nel cuore della campagna irlandese, avvolto da nebbie spesse e profumi di erba appena tagliata, c’era un piccolo cottage. Nessuno avrebbe mai sospettato che quel luogo ospitasse il laboratorio sonoro di Richard David James, meglio conosciuto come Aphex Twin.
Dentro, il caos regnava sovrano. Synth modulari costruiti a mano, vecchi campionatori, nastri magnetici e cavi si intrecciavano in una rete intricata, quasi vivente. Ogni angolo era occupato da strumenti dai nomi impronunciabili, mentre un vecchio computer con uno schermo verde lampeggiava ritmicamente, come se stesse respirando.
Richard trascorreva ore, spesso giorni, senza uscire. “La musica non nasce, si scopre!” diceva sempre. Per lui, ogni suono era una porta verso un universo alternativo. Si divertiva a registrare rumori ordinari – il ticchettio di un orologio, il cigolio di una porta, il verso di un animale – per poi manipolarli fino a renderli irriconoscibili, trasformandoli in paesaggi sonori alieni.
Una notte, mentre lavorava a un nuovo pezzo, decise di collegare uno dei suoi synth a un vecchio registratore. Prese un campione di una risata che aveva registrato per caso durante una festa anni prima. La risata, distorta e rallentata, si trasformò in una melodia inquietante ma ipnotica.
Ma qualcosa accadde. Quando fece partire la traccia, il suono sembrò prendere vita. Le pareti del laboratorio iniziarono a vibrare, e per un istante si udì un’eco che non aveva creato. Richard si fermò, confuso, ma non spaventato. “Forse,” pensò con un sorriso, “ho finalmente trovato il suono che cercavo da tutta la vita.”
La traccia fu salvata come “Xtal_2,” un nome che, come sempre, non aveva senso per chiunque tranne che per lui. Ma non uscì mai dalla sua collezione privata. Forse perché Richard sapeva che alcuni suoni non erano fatti per il mondo reale.
Richard D. James, non è semplicemente un musicista; è un’incarnazione noise dell’ignoto che si manifesta attraverso suoni che sfidano ogni categorizzazione. Con il suo stile non convenzionale e lontano dai riflettori, ha plasmato il panorama della musica elettronica dai primi anni ’90. Ogni brano è un labirinto sonoro, dove melodie eteree collidono con ritmi frenetici, creando un effetto quasi catartico. Il suo genio risiede nella capacità di trasformare il caos in bellezza pura; perché, in fondo, Aphex Twin non è soltanto un artista: è un alchimista del suono, capace di estrarre emozioni primitive da circuiti e sintetizzatori.
Ai concerti di Aphex faceva capolino un merchandising un po particolare, dischi in vinile con Live show e dj set, oggi li pubblica sempre per Warp Records in una compilation con le esibizioni tenute tra il 2016 e il 2023. Anche in questa compilation, un’edizione di brani non tutti inediti ma spesso ricostruiti quasi fosse un jazzista, riesce nuovamente a stupire e ricordarmi quanto abbia portato in alto l’asticella…
PS La storia di “Xtal_2” non è vera, è inventata ma nella mia testa è molto verosimile…



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