
- Artista: Nabihah Iqbal
- Titolo: DREAMER
- Durata: 45 minuti circa
- Etichetta: Ninja Tune
- Pubblicazione: Aprile 2023
- Tracklist:
- In Light
- Dreamer
- This World Couldn’t See U
- Sunflower
- Lilac Twilight
- Gentle Heart
- Sky River
- Sweet Emotion (lost in devotion)
- A Tender Victory
- Closer Lover
Il secondo album di Nabihah Iqbal è pubblicato dalla Ninja Tune alla fine di aprile del 2023 e può essere considerato per molte circostanze non solo un ottimo album ma anche una sorta di affermazione del singolo artista contro le enormi contrarietà che si sono scatenate contro la DJ, conduttrice radio e cantautrice di origini pakistane durante la lavorazione dello stesso.
Mentre registrava l’album subisce il furto di tutta l’attrezzatura musicale, si frattura un braccio ed improvvisamente deve partire per la terra d’origine ad assistere il nonno ospedalizzato.
Non solo.
In terra di Pakistan si ritrova bloccata dalla pandemia e da lì decide che se vorrà fare musica dovrà farlo con un approccio molto meno elettronico e più organico. Ma, grazie all’appoggio continuo dei familiari, non si perde d’animo e continua a lavorare scrivendo nuovi pezzi. Il tutto grazie ad una chitarra donatale dai parenti e con pochi altri strumenti sia per creare che per registrare riesce a strutturare lo scheletro di “Dreamer” facendo quindi così di necessità virtù.
Lo speciale mélange di asperità esistenziali e sentimenti di morbidezza psichedelica che inebriano tutto il disco sembrano aver dato un nuovo volto all’arte di Nabihah Iqbal. Non sappiamo se i brani avrebbero potuto esser differenti nel caso in cui l’autrice avesse avuto a disposizione i suoi strumenti e la sua attrezzatura. Probabilmente non lo sapremo mai, questo è certo.
Quel che sappiamo è che “Dreamer” è un disco molto più maturo e in qualche a modo più a fuoco del disco d’esordio. Proprio le costrizioni sembrano infatti aver dato una maggior forza creativa, non solo dal punto di vista musicale, ma ancor più dal punto di vista testuale.
Se musicalmente possiamo trovarci di fronte a ritmi danzabili e morbidezze più introspettive, ciò che più colpisce del disco di Nabihah Iqbal sono le liriche, semplici e leggere ma allo stesso tempo complesse che sanno descrivere in maniera estremamente efficace il desiderio, la mancanza, l’attesa e la speranza. A questo proposito sicuramente posso consigliare il singolo “This world couldn’t see us” il cui basso pulsante non smette di ammaliarmi, ma anche la house psichedelica e languida di “Gentle heart”.
Dal punto di vista delle liriche i testi sono degli splendidi ritratti dell’anima: vi bastino gli esempi delle conclusive “A tender victory” e dell’emozionante “Closer lover” che è dedicata alla scomparsa di una persona cara.
Come suggerisce il titolo: “Dreamer” è quindi una preghiera laica, musicalmente un disco pieno di luminosità e di volontà di unire il pop-rock e la wave inglese ai suoni ed alle influenze psichedeliche provenienti dall’oriente. Un disco dal quale traspare riconoscenza: lo si percepisce non solo dalle melodie e nel modo di suonarle, ma anche dalla scelta delle parole che, in qualche maniera, sembrano volerci accarezzare e ci ricordano benevolenti dell’importanza e dell’eccezione che è l’esistenza.
Di ognuno di noi.



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