Vai al contenuto
La Venticinquesima Ora

Contenuti Impulsivi di Musica Ascoltata!

  • Stereobar!La sezione internazionale!!!
  • Opinioni Non RichiesteOpinioni dello staff e racconti ei concerti.
    • Opinioni Non Richieste!
    • LP of The Week | AllTutti gli LP of The Week
    • LP of The Week | 2024
    • LP of The Week | 2025Tutti gli LP of The Week del 2025
    • LP of The Week | 2026
    • Comfort Zone
    • Ci siamo andati
    • Menu Degustazione
    • Hot Spot
    • Dischi DeludentiDischi Demmé o meno demmé
  • Music Discovery
    • Monthly Round Up
    • Weekly Round Up
    • Playlist Ever Green
    • In Loop
    • Song Of The DayUn brano al giorno scelto dalle pubblicazioni dal 2000 in poi. Non si ripete una band nel corso dell’anno, non si ripete il brano nel corso degli anni.
    • L’Ora FantasmaPlaylist tematiche a descrizione dell’autore!
  • On AirNew Music Friday, i consigli degli album appena pubblicati.
    • Release DayNew Music Friday, i consigli degli album appena pubblicati.
  • Talk To MeInterviste
  • The TOPLe classifiche
    • Classificami
    • Top 10 e 50 LP 2025
    • Top 10 2024
    • ZE TOP 😉 | 2023
  • Noi.
    • The Unkle
  • AOTYAlbum Of The Year profile.
  • Buy Me a CoffeeDonazioni
  • Cookie Policy
Una compassionevole vittoria

Una compassionevole vittoria

18 gennaio 2025
giorgione72

  • Artista: Nabihah Iqbal
  • Titolo: DREAMER
  • Durata: 45 minuti circa
  • Etichetta: Ninja Tune
  • Pubblicazione: Aprile 2023
  • Tracklist:
    • In Light
    • Dreamer
    • This World Couldn’t See U
    • Sunflower
    • Lilac Twilight
    • Gentle Heart
    • Sky River
    • Sweet Emotion (lost in devotion)
    • A Tender Victory
    • Closer Lover

Il secondo album di Nabihah Iqbal è pubblicato dalla Ninja Tune alla fine di aprile del 2023 e può essere considerato per molte circostanze non solo un ottimo album ma anche una sorta di affermazione del singolo artista contro le enormi contrarietà che si sono scatenate contro la DJ, conduttrice radio e cantautrice di origini pakistane durante la lavorazione dello stesso.

Mentre registrava l’album subisce il furto di tutta l’attrezzatura musicale, si frattura un braccio ed improvvisamente deve partire per la terra d’origine ad assistere il nonno ospedalizzato.

Non solo.

In terra di Pakistan si ritrova bloccata dalla pandemia e da lì decide che se vorrà fare musica dovrà farlo con un approccio molto meno elettronico e più organico. Ma, grazie all’appoggio continuo dei familiari, non si perde d’animo e continua a lavorare scrivendo nuovi pezzi. Il tutto grazie ad una chitarra donatale dai parenti e con pochi altri strumenti sia per creare che per registrare riesce a strutturare lo scheletro di “Dreamer” facendo quindi così di necessità virtù.

Lo speciale mélange di asperità esistenziali e sentimenti di morbidezza psichedelica che inebriano tutto il disco sembrano aver dato un nuovo volto all’arte di Nabihah Iqbal. Non sappiamo se i brani avrebbero potuto esser differenti nel caso in cui l’autrice avesse avuto a disposizione i suoi strumenti e la sua attrezzatura. Probabilmente non lo sapremo mai, questo è certo.

Quel che sappiamo è che “Dreamer” è un disco molto più maturo e in qualche a modo più a fuoco del disco d’esordio. Proprio le costrizioni sembrano infatti aver dato una maggior forza creativa, non solo dal punto di vista musicale, ma ancor più dal punto di vista testuale.

Se musicalmente possiamo trovarci di fronte a ritmi danzabili e morbidezze più introspettive, ciò che più colpisce del disco di Nabihah Iqbal sono le liriche, semplici e leggere ma allo stesso tempo complesse che sanno descrivere in maniera estremamente efficace il desiderio, la mancanza, l’attesa e la speranza. A questo proposito sicuramente posso consigliare il singolo “This world couldn’t see us” il cui basso pulsante non smette di ammaliarmi, ma anche la house psichedelica e languida di “Gentle heart”.

Dal punto di vista delle liriche i testi sono degli splendidi ritratti dell’anima: vi bastino gli esempi delle conclusive “A tender victory” e dell’emozionante “Closer lover” che è dedicata alla scomparsa di una persona cara.

Come suggerisce il titolo: “Dreamer” è quindi una preghiera laica, musicalmente un disco pieno di luminosità e di volontà di unire il pop-rock e la wave inglese ai suoni ed alle influenze psichedeliche provenienti dall’oriente. Un disco dal quale traspare riconoscenza: lo si percepisce non solo dalle melodie e nel modo di suonarle, ma anche dalla scelta delle parole che, in qualche maniera, sembrano volerci accarezzare e ci ricordano benevolenti dell’importanza e dell’eccezione che è l’esistenza.

Di ognuno di noi.


Condividi:

  • Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
  • Invia un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra) E-mail
  • Condividi su Telegram (Si apre in una nuova finestra) Telegram
  • Condividi su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra) WhatsApp
  • Condividi su Mastodon (Si apre in una nuova finestra) Mastodon
  • Condividi su Threads (Si apre in una nuova finestra) Threads
  • Condividi su Bluesky (Si apre in una nuova finestra) Bluesky
Mi piace Caricamento…

Scopri di più da La Venticinquesima Ora

Iscriviti alla peggior newsletter!


18 gennaio 2025
Opinioni Non Richieste!
2025, Nabihah Iqbal, Ninja Tune

Lascia un commento Cancella risposta

WEEKLY RELEASE RADAR 👇🏼


IN LOOP 👇🏼

Album Of The Year

Facebook

Instagram

WhatsApp

Telegram

Disco d’Oro

L'album "Role Model Hermit" dei Mary in the Junkyard, pubblicato il 3 luglio 2026, è una meditazione sonora che fonde indie rock e folk. Mentre la produzione è meticolosa e avvolgente, la voce solista risulta dissonante e infantile, compromettendo l'atmosfera generale. In un mondo dove la velocità è regina, noi rispondiamo con passo della tartaruga: 10 dischi, tra ambient che pizzica e rock che cammina, avanti e indietro, ma sempre con stile! Questa settimana è intensa: CLAMM è in tour con Rats, mentre Queens of the Stone Age e Echo & the Bunnymen rilanciano il loro seguito con uscite attese. La scena si fa sentire con il debutto di Man/Woman/Chainsaw, l'album Pure Devotion di Overmono e nuove proposte sperimentali come Eartheater e Tricky. Non dimenticare l'ironia d'Arab Strap e le uscite indie come Babehoven e Slow Fiction. I Muse tornano con "The Wow! Signal", un album che è come un invito alieno a chiudere la bocca. Dopo dieci dischi, sembra che il loro trucco sia diventato più prevedibile di un film di Natale: troppe idee e zero profondità. Settimana ricca, amici! 🎶 I Sons of Zöku, con la loro musica psichedelica e rituale, offrono un viaggio emozionante di rinascita e trasformazione. Brani come "HÕÕ", "Energia" e "The Moth" esplorano connessioni profonde tra spiritualità e fisicità, invitando gli ascoltatori a partecipare attivamente. Giugno porta una torrida esplosione musicale, un viaggio sonoro attraverso il drone liturgico dei BIG|BRAVE, l'epicità dei Russian Circles e l'energia contagiosa dei Bad Nerves. Trenta tracce da vivere ad alto volume, per un'estate da ricordare! Il concerto degli IDLES al Squoia di Bologna è stata una rivelazione. La band, potente e imperiosa, ha saputo dar voce alle sue storie personali, creando un'esperienza che travolge e unisce. Non perdere l'opportunità di ascoltarli! I Vanishing Twin inseguono un fantasma musicale che sfida il tempo, mentre Kristin Hersh trasforma il dolore in arte. Dalla calma di Laura Veirs al potere frizzante delle Big Moon, la scena vibra. E non dimentichiamo Carpenter e Migliorino, rappresentanti di rottura.

Designed with WordPress & LaXXVOra® – 2026

Caricamento commenti...

Devi effettuare l'accesso per postare un commento.

    • Commenta
    • Ripubblica
    • Abbonati Abbonato
      • La Venticinquesima Ora
      • Unisciti ad altri 41 abbonati
      • Hai già un account WordPress.com? Accedi ora.
      • La Venticinquesima Ora
      • Abbonati Abbonato
      • Registrati
      • Accedi
      • Copia shortlink
      • Segnala questo contenuto
      • Visualizza articolo nel Reader
      • Gestisci gli abbonamenti
      • Riduci la barra
    %d