
- Band: Lambrini Girls
- Titolo: Who Let The Dogs Out
- Etichetta: City Slang
- Durata: LP, 11 tracce, 30 minuti circa
- Paese: UK, Brighton
- Track List:
- Bad Apple
- Company Culture
- Big Dick Energy
- No Homo
- Nothing Tastes As Good As It Feels
- You’re Not From Around Here
- Scarcity Is Fake (communist propaganda)
- Filthy Rich Nepo Baby
- Special Different
- Love
- Cuntology
Inizio travolgente di questo primo LP del duo punk inglese Lambrini Girls di Brighton, composto da Phoebe Lunny e Lilly Macieira. Le prime tre tracce “Bad Apple“, “Company Culture” e “Big Dick Energy” sono un buon biglietto da visita per questo progetto anche se personalmente “Company Culture” ha un attacco molto alla Idles che, sebbene in ciò non vedo nulla di male, va però un po a scapito della così detta “originalità”.
Il titolo dell’album “Who Let The Dogs Out” purtroppo ci ricorda qualcosa di veramente infimo ma ovviamente lo prendiamo come una casualità o più probabilmente una sorta di ossimoro musicale tra questo e il successo commerciale dei Baha Men nel 2000.
Forte e piuttosto evidente per chi sta sulle cose della musica punk e limitrofi le somiglianze con la band australiana Amyl And The Sniffers (AatS), addirittura la voce di Phoebe Lunny potrebbe essere facilmente confusa con quella di Amy Taylor appunto degli AatS e non a caso le Lambrini ne aprirono i concerti nel tour più recente, ma non farò più cenno a questo perché è un po uno “sticazzi”.
Se fai un giro sugli aggregatori dei magazine (AOTY) leggerai di giudizi da spellamento di mani dagli applausi per questo album, non è e non sarà la prima volta ma questo non è certo un “disco dell’anno” e quindi, almeno annualmente cerco di immaginarmi un gruppo di critici (NME, musicOMH, Dork, ecc.) riuniti che di tanto in tanto tutti insieme si fumano del crack e stabiliscono di promuovere un album di debutto… Così mi ricordo di fare la tara a molti di questi giudizi.
Polemica a parte, Lambrini Girls che prende il nome da un’azienda che produce sidro di pere frizzante a basso costo, pubblica un album punk-rock e un po garage-punk prodotto da Daniel Fox dei Gilla Band, fortemente nella scia delle sonorità punk degli anni ‘90 e precedenti. Le canzoni affrontano temi come la violenza della polizia, la gentrificazione, il sessismo aziendale e i pregiudizi verso chi ha problemi mentali come in “Special Different“, utilizzando anche un’umorismo piuttosto ruvido e pungente.
I messaggi nei testi della band sono diretti e senza compromessi, Kerrang! l’ha definito un album “stupidamente buono”, lodando la capacità del duo di creare un “fracasso giusto in tutti i modi giusti”. Effettivamente la scrittura dei pezzi arriva piuttosto immediata anche se manca un po di varietà. “Love” è uno dei singoli che riesce a spezzare un po ma sono certo che Lambrini Girls ha cercato di raccontarsi in un chiaro manifesto, “noi siamo Lambrini Girls e questo facciamo”.
Nonostante la poca originalità nel sound e nello stile, infatti questo album non ci racconta nulla di nuovo, ancora una volta abbiamo una produzione che alimenta la vena punk dicendoci che insieme a pochi altri, questo rimane uno dei generi musicali più longevi di sempre.
Lambrini abbina il caos controllato del loro sound alla denuncia sociale da generazione “Z” e per questo le ringraziamo poiché è un atto politico ed è sempre molto gradito anche e soprattutto quando viene dal mondo della musica.
Ascoltalo, non sprecherai del tempo, una mezz’ora tirata e intensa dalla quale potresti partire per un viaggio a ritroso nel tempo fino alle origini del punk anni ’70.



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