Today is Release Day! ![]()
Ehi man, slow down cantava il buon Thom una trentina di anni fa, noi questo fine settimana lo seguiremo alla lettera, non prima di darvi qualche dritta per riempire le vostre stanze di (speriamo) buona musica.
Quade – The foel tower: anche questa settimana Vi portiamo a Bristol, terra natia di questo quartetto. Album registrato nelle vallate gallesi, riflette la malinconia e la sensazione di essere ai margini del tempo, tipica di queste zone. Ispirato.
Mien – Miien: psichedelia gestita con grande maestria da questa band che dai vari singoli ci aveva attirato e conquistato. Un album che restituisce sperimentazioni di genere interessanti, ascolto consigliatissimo.
Mamuthones – From word to flesh: Pasqua psichedelica quindi, anche l’Italia fa la sua parte e Alessio Gastaldello ci regala quest’opera granitica e densa di mantra. Un salto in un buco nero ma piacevolissimo
Melvins – Thunderball: loro li conoscete già, ovviamente. Voglia di reinventarsi ma solido approccio conservativo fanno di questo album un buon concentrato di suoni stoner, noise e sperimentazione elettronica. Il tuono dopo la tempesta.
Batpiss- There’s a place in my mind where we all burn alive: Giunge e Punk come ce li ricordiamo ma con qualche atmosfera sonora più immersiva. Si picchia forte nella Bat-caverna e a noi questi suoni ci riportano sempre a casa.
Tunde Adebimpe – Thee black Boltz: La voce di Tunde vi trasporta in questi paesaggi sonori elettronici. Il membro fondatore dei TV on the radio si é sicuramente divertito nella composizione è stesura di questi pezzi e speriamo di divertirci anche noi con il suo debutto solista.
The convenience- Like cartoon vampires: Il duo di New Orleans si esprime alla grande tra atmosfere Brit-pop, chitarre californiane e paesaggi elettronici mittel-europei. Insomma, un’opera composita e vibrante che non delude la prova difficile del secondo album.
Adrian Younge – Something about April III: Album registrato interamente in portoghese che chiude una trilogia. Black Music e psichedelia che si fondono a ritmi latini jazz, un mix che vi impressionerá.
Beirut – a study of losses: noi siamo fans dei Beirut, la voce di Zach ci ha sempre parlato in modo delicato ma profondamente emotivo e nemmeno questa volta ci delude.Lasciatevi trasportare nel suo mondo di ricordi, malinconie e perdite. Commovente.
Julien Baker, Torres – Send a prayer my way: potrebbe essere uno degli album folk-country dell’anno, collaborazione molto riuscita. Banjo, pedal street guitar e le voci sognanti delle due cantanti vi trascinano in testi pieni di vulnerabilità, resistenza, senso di appartenenza. Celebrativo di un mondo tradizionale ma che emoziona ancora.
Buon ascolto!!!
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