
- Artista: S – (Jennifer Lauren Ghetto)
- Titolo: Punking And Crying
- Anno: 2004
- Etichetta: Suicide Squeeze Recrods
- Genere: Slowcore, Glitch Pop, Indie Rock
- Paese: USA
- Track list:
- 5 Dollers
- Falling ⭐️
- Im Fine… Bye Bye
- Cavity
- You Decide ⭐️
- Part II
- Crushed ⭐️
- Im So Board Im Going to Sleep ⭐️
- Metal Beds ⭐️
- The Last Song
- 100x ⭐️
- Bells ⭐️
- The Coffin of Your True Love
Sono passati 21 anni da questo “Punking And Crying” che fu il secondo album da solista di S – il personaggio solista ed ex leader dei Carissa’s Weird, Jennifer Lauren Ghetto – un titolo che ricorda il momento delle “riot girl“ e della demistificazione femminile.
Jennifer Ghetto, nota anche come Jenn Champion, è una musicista indie americana originaria di Seattle, conosciuta soprattutto per essere stata membro della band Carissa’s Wierd, attiva tra il 1995 e il 2003. Carissa’s Wierd ha rappresentato un punto di partenza importante per la carriera di alcuni artisti di rilievo, tra cui appunto Jenn Champion stessa, piuttosto che per Band of Horses e Grand Archives. Il gruppo Carissa’s Wierd ebbe un buon momento per il suo album del 2002 “Songs About Leaving”, caratterizzato da tematiche relative alle relazioni personali come il divorzio, l’amore perduto, la depressione e la morte.
Jenn Ghetto è considerata un’icona per molti fan del mondo indie-alternative, apprezzata per la sua sensibilità artistica e il suo contributo alla scena indie.
“Punking And Crying” è registrato in casa con un quattro piste, così si legge nelle note di copertina, invece di puntare sull’incisività dei testi, come nelle esperienze precedenti, la Champion è molto più concentrata sull’aspetto sonoro rispetto alla media degli omologhi album di Bikini Kill o Huggy Bear.
Tramite un approccio musicale prettamente Lo-Fi e DIY nell’intenzionalità, la Champion costruisce un album intimista come ad esempio in “Part II” ma senza negarsi alla ricerca sonora come in “Crushed” e in altri brani “Falling” e “I’m So Bored I’m Going To Sleep“, nei quali scambia le chitarre Lo-Fi alla Liz Phair con un frullato di elettronica e manipolazioni su nastro dal suono piuttosto “casalingo”.
Questo disco, per lo più sconosciuto e sottovalutato, ha un’atmosfera intima e personale, ma canzoni come “The Coffin of Your True Love” e l’ossessionante e spettrale “I’m Fine…Bye Bye” sono musicalmente più simili ai taglia-cuci elettro-pop degli allora coetanei Postal Service o degli Xiu Xiu.
Se da un lato la Champion mostra un volontà di introspezione legata alla ricerca musicale (“100x“) non preoccupandosi di doversi portare dietro un bagaglio di chitarre ’90s, dall’altro per tale ragione venne criticata per non essere abbastanza “riot”.
Altri criticano proprio l’inserimento di elementi elettronici con piccoli inserimenti noise o glitch divergendo dalla Ghetto del primo disco molto più atmosferica praticamente chitarra voce, ma trovo propio in questo cambiamento la mia tazza di tè. Insomma se rimani te stessa sbagli e cambi sbagli lo stesso cara Jennifer, qualcuno lo scontenti di sicuro qualcun altro lo raccogli e lo porti con te… l’annosa questione del musicista, faccio contenti i fan oppure…
Nel caso della Champion non possiamo parlare di enormi platee di fanboy ma degli appassionati del genere ma tant’è e Jennifer ha fatto la sua scelta, il sottoscritto ringrazia. Inoltre se per qualcuno non sei stata più la ragazza ribelle ma ti sei ammorbidita io invece credo che proprio la ricerca e l’uso di passaggi elettronici nella composizione e negli arrangiamenti fanno si che tu sia riot nell’anima fottendotene dell’opinione dei più.



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