
- Band: Nazar
- Titolo: Demilitarize
- Etichetta: Hyperdub
- Durata: LP, 12 tracce, 36 minuti circa
- Paese: Angola, UK, Olanda
- Genere: Electronic, Industrial
- Track List:
- Core
- Anticipate ⭐️
- War Game ⭐️
- Mantra
- Unlearn
- Disarm
- Open ⭐️
- Safe ⭐️
- Heal ⭐️
- DMZ ⭐️
Oggi Elettronica e nemmeno quella facile! Ho scelto “Demilitarize” di Nazar uscito il 25 aprile. Colgo l’occasione per spendere due parole su questo artista e le sue origini.
Il kuduro è una musica e danza angolana nata negli anni Ottanta, che unisce ritmi africani ed elettronici, che ebbe un forte impatto culturale e sociale, e che ha conquistato una certa popolarità internazionale grazie anche a influenze e collaborazioni con artisti di altri paesi (M.I.A., Buraka Som Sistema), inoltre l’emigrazione angolana in Portogallo ha contribuito a diffondere questi beat.
Nazar porta questa fusione su un’altro piano, elimina la componente dance e immerge il tutto nel suo magma di oscurità noise-industrial nel quale le influenze di Burial sono così limpide che è quasi imbarazzante indicarle.
“Essendo l’album introspettivo, non ho cercato di catturare suoni da luoghi reali per arricchirne l’universo come in ‘Guerilla‘. Volevo renderlo quasi metafisico, come creare un’opera di fantascienza, con il classico anime cyberpunk ‘Ghost In The Shell’ come fonte d’ispirazione principale” dice Nazar.
Questo secondo album segue il suo importante debutto del 2020, “Guerrilla“, uscito proprio mentre il Covid iniziava a mettere in quarantena il mondo. Quel primo album rielaborava la musica kuduro angolana con tessiture piuttosto ruvide, field recordings e clip multimediali, raccontando la storia personale di Nazar sulla guerra civile che ha esiliato la sua famiglia in Europa, mentre suo padre, un generale ribelle, combatteva una battaglia persa nella giungla in patria.
Nazar fu colpito dal Covid e, con il suo sistema immunitario già indebolito da una tubercolosi latente che aveva incubato mentre viveva in Angola, prese il sopravvento e lo lasciò gravemente malato per un anno. Il confronto con la mortalità e il fiorire di una nuova relazione sono gli elementi che hanno motivato questo album, capovolgendo il “kuduro ruvido” di Guerrilla.
Con “Demilitarize” Nazar, tramite una voce sommersa e toni spesso sussurrati in un sound design elaborato, amalgama certe durezze del precedente album, muovendosi con un beat che conferisce ai brani un’atmosfera decostruita e di grande libertà.
Non un album per tutte le orecchie, ostico e con ritmiche sofisticate e difficili da seguire ma certamente “Demilitarize” è un lavoro di ricerca sia in campo sonoro che personale. Il brontolio gorgogliante di “Core” apre il disco incarnando un’anima dub piuttosto scura, introducendo solo alcuni aspetti di questo lavoro e lasciando ad “Anticipate” e “War Games” le vere sintesi del disco. Seconda parte dell’album a mio avviso migliore con l’infilata di “Open“, “Safe“, “Heal” e “DMZ“.
Il tumulto sferragliante di “Heal“, “War Games” e “DMZ” sono esemplari dei toni industrial dell’album ma anche l’abilità nel sommergerli e riportarli a galla in un saliscendi cupo e affascinante.
In quest’album Nazar si presenta meno ruvido pur mantenendo alta la bandiera dell’hyperdub e sebbene le cupezze delle atmosfere siano evidenti, Nazar riesce a non farle diventare pensati e troppo ossessive anche grazie ad un cantato in lingua portoghese che ammorbidisce il tutto.



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