
- Babd: Car Seat Headrest
- Titolo: The Scholars
- Anno: 02 Maggio 2025
- Etichetta: Matador Recrods
- Genere: Slowcore, Indie Rock
- Paese: USA
- Track list:
- CCF (I’m Gonna Stay With You) ⭐️
- Devereaux ⭐️
- Lady Gay Approximately
- The Catastrophe (Good Luck With That, Man) ⭐️
- Equals
- Gethsemane ⭐️
- Reality ⭐️
- Planet Desperation
- True/False Lover
Un luogo complicato questa università immaginaria in cui “The Scholars” vivono…
Corrono un gran rischio i Car Seat Headrest, dopo il buco nell’acqua del 2020, tornare ai fasti di “Twin Fantasy” e “Teens of Denial” sembra una missione impossibile. A ciò aggiungo una personale idiosincrasia verso le “rock opera” dalle quali “The Scholars” prende spunto, tentando la via del concept album… Le premesse non mi aiutano ma che cavolo… Sono i Car Seat Headrest… siamo in ballo e balliamo!
Anche se talvolta ho un atteggiamento viziato dal pregiudizio, credo di riuscire a mantenere una certa apertura mentale, almeno abbastanza da non soccombere ai preconcetti. Lo dico perché la fusione tra pop e rock raramente mi fa battere il cuore. C’è sempre qualcosa di intrinsecamente noioso quando il carattere ruvido del rock viene mascherato da una patina pop così pulita e levigata. Il Pop-Rock per me è un po la dose da “Democrazia Cristiana” applicata alla musica che non scegliendo davvero né l’uno né l’altro genere, mi risulta poco interessante. “The Scholars” si prende qualche rischio, ma purtroppo a mio avviso, è soprattutto a suo discapito.
Mi dico, “cresce con gli ascolti successivi” ma dopo qualche giorno e parecchi giri (dura 70 minuti) l’effetto che ottengo non è un miglioramento ma piuttosto un disvelamento delle parti più pop che a causa del mio setup iniziale mi rende il disco meno interessante. “The Scholars”, non è affatto un brutto disco ma è lontano dalle brillantezze toccate da Will Toledo e soci al loro apice. L’audacità di “How To Leave Town”, la forza travolgente di “Teens of Denial” e nemmeno le progressioni di “Twin Fantasy (Mirror to Mirror)”.
Ci sta tutto che un una band voglia evolversi – non è certo un peccato – ma hanno abbandonato l’intimismo che gli donava quel fascino e quella personalità che erano fondamentali per la band. “Reality” è un’ottima ballata anche se sentirai il refrain di “You’ve Got a Friend” di James Taylor – “CCF (I’m Gonna Stay With You)” sarebbe un inno pop-rock da alta rotazione nelle ormai smarrite radio e TV come lo è altrettanto “The Catastrophe (Good Luck With That, Man)“, ti dovrai accontentare della nostra “IN LOOP“!
La produzione e gli arrangiamenti strumentali, sono ottimi anche se è davvero complesso mettere insieme parti così diverse in un unico pezzo da 19 minuti come in “Planet Desperation” e non sempre mi sembra convincente. Questa pulizia impeccabile talvolta sembra anonima e appiattisce un po il risultato. Le ottime vibrazioni in “Gethsemane” vengono progressivamente smorzate nella seconda parte del pezzo che dura quasi undici minuti.
L’estetica del concept album non mi ha mai attratto quindi evito di affrontare la questione, dimmi tu cosa ne pensi se hai amato “Tommy“, in una intervista qualcuno riporta i Titus Andronicus “The Monitor” (2010) quale riferimento, ma se così fosse allora credo avrei apprezzato di più.
“The Scholars” vede i Cat Seat Headrest prendere una via impervia ma coi mezzi sbagliati. Ci sono prove ammirevoli in questo lavoro e tanto coraggio per alcune scelte (leggasi “Planet Desperation“), ma se Will Toledo vuole continuare senza l’intimità lo-fi del passato, spero che si concentri su brani più simili a “CCF” e “The Catastrophe” almeno lo spostamento pop sarebbe più chiaro.
Per non cadere in fraintendimenti, confermo che se acquisti questo disco (come ho fatto io) non sono soldi buttati, è una bella esperienza musicale, non è sul podio della produzione di questa band ma è un buon disco, potevano evitarsi quella chiusura di “True/False Lover” che mi è rimasta piuttosto indigesta e tutti coloro che dicono o scrivono “se avessero” – tolto mezz’ora – se avessero – se avessero – non contano nulla, il dado è tratto e questo è il risultato, fatti i tuoi conti.



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