
- Band: Rainy Miller
- Titolo: Joseph, What Have You Done?
- Etichetta: Fixed Abode & Supernature
- Durata: LP, 13 tracce, 46 minuti circa
- Paese: UK, Manchester
- Genere: Electronic, Experimental, Hip Hop
- Track List:
- Mud in my Mouth. (Predetermined Definitions)
- Toddbrook Dam, 2019. ⭐️
- An Obsidian Lake Spews out of Me.
- Vengeance. (feat. Graham Sayle) ⭐️
- Marked, 2020. ⭐️
- An Angel! This Way Comes,
- Then Casts Shadows, From Afar (A6 – Pendleton).
- Please, Don’t Walk Away too Fast. ⭐️
- Chrome, Hallowed be. ⭐️
- To Grieve a Man, is to Grieve a Man Twice.
- Mary Magdalene, as a Home.
- The Fable / The Release. ⭐️
- Joseph, What Have You Done?
Non è semplice per il sottoscritto parlare di un disco prettamente hip-hop o forse trip-hop o forse elettronica o forse… In realtà non è mai semplice parlare di un disco ma, come dire, qui osiamo un po…
Partiamo dall’inizio ovvero dal cuore del Nord-Ovest inglese, precisamente da Preston, vicino a Manchester, con un artista che sta modificando alcuni parametri della musica elettronica sperimentale: Rainy Miller.
Immagina un margine sonoro impreciso dove il trip-hop si fonde con l’ambient, il grime si intreccia con il drill, e tutto questo avvolto da un’atmosfera malinconica e intima. Rainy è un produttore e un cantautore. Si, usa l’autotune ma come uno strumento espressivo, creando un pop sperimentale che rivede quei margini e li ridisegna, in parte ricalcandoli e in parte modificandoli.
Cresciuto nella scena grime di Preston, ha iniziato a produrre beat hip-hop da giovanissimo, evolvendosi in un artista che molti definiscono il “Frank Ocean del Lancashire”, così ho letto da qualche parte…. Ora a Manchester, fa parte di quella nuova ondata di musicisti che non si accontentano di ripetere formule, ma cercano di costruire un “toolkit” di suoni e motivi da cui attingere liberamente. Il suo nome, Rainy Miller, è un omaggio al padre e a un ricordo d’infanzia legato alla pioggia, un elemento che sembra permeare ogni nota della sua musica, come un filo invisibile che unisce radici e sperimentazione.
“Joseph, What Have You Done?” è un titolo affascinante che si presenta con una artwork d’ispirazione Ghirriana mi ha incuriosito e grazie ad un articolo sul magazine “Rumore” ho scoperto il retroscena di quest’ambientazione.
Ovvero Miller prende spunto dal road movie “Searching For The Wrong Eyed Jesus“, poetico e suggestivo che esplora l’intersezione tra musica country, cristianesimo e vita quotidiana nel Sud rurale americano, offrendo una riflessione intensa e visivamente affascinante su una cultura complessa e spesso incompresa. Miller pensa che questa rappresentazione completamente priva di glam possa adattarsi perfettamente alle durezze della vita del Nord Inghilterra postindustriale.
Ti è venuta almeno un po di curiosità?
Musicalmente, come anticipato all’inizio di questo post, l’album si caratterizza per un mix piuttosto eclettico di break ritmici dilatati, archi che ricordano i Massive Attack, voci distorte con autotune e momenti di power electronics che creano un’atmosfera intensa e a tratti inquietante, ma non priva di speranza e di possibilità di fuga. La varietà di suoni e la stratificazione delle tracce mostrano una raffinata attenzione ai dettagli e una capacità di costruire un paesaggio sonoro complesso e coinvolgente.



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