
- Artista: Billy Woods
- Titolo: Golliwog
- Etichetta: Backwoodz Studioz
- Durata: LP, 18 tracce, 53 minuti circa
- Paese: USA
- Genere: Hip-Hop, Experimental
- Track List:
- Jumpscare
- STAR87
- Misery ⭐️
- BLK XMAS ⭐️
- Waterproof Mascara ⭐️
- Counterclockwise
- Corinthians ⭐️
- Pitchforks & Halos
- All These Worlds Are Yours ⭐️
- Maquiladoras
- A Doll Fulla Pins ⭐️
- Golgotha
- Cold Sweat
- BLK ZMBY ⭐️
- Make No Mistake
- Born Alone ⭐️
- Lead Paint Test ⭐️
- Dislocated ⭐️
Billy Woods e gli Backwoodz Studioz sono un punto di riferimento per la mia scarsa e approssimativa esperienza del mondo hip-hop. Nei cinquantadue minuti di album Woods collabora con svariati rapper e produttori, da ELUCID a The Alchemist, da Steel Tipped Dove a Kenny Segal e Cavalier, tutti accoliti degli studi di registrazione e produzione di Billy.
Attraverso il fantoccio del Golliwog, che vedi in copertina, che rappresenta è un personaggio della letteratura per l’infanzia creato dall’illustratrice angloamericana Florence Kate Upton di fine del XIX secolo, pelle nera – labbra rosse luminose – capelli di lana spettinati, rappresentava stereotipi razzisti. Golliwog è anche diventato un insulto razziale verso le persone nere e quindi offensivo.
L’album è ricchissimo di riferimenti cinematografici e horror, Woods attraverso una sequenza di brani che potrebbero vivere singolarmente, li riunisce in un album attraverso un filo conduttore (l’horror appunto). Decide di usare i ricordi da adolescente quando leggeva Ray Bradbury o altri scrittori di fantascienza, piuttosto che le raccolte horror di Stephen King ma anche di quando guardava in televisione il “Creepshow” o il preferito “Cat’s Eye“
Woods produce un LP devastante, ricco di ricerca di elementi compositivi, dalle pulsazioni sature di “Maquiladoras” alla cattura di elementi cinematografici, dai parlati al field recording, ad elementi orchestrali come gli archi uniti da ritmi da classic hip-hop. Il risultato è una miscela magmatica scura che sobbolle pronta ad esplodere. La suspance cinematografia è resta perfettamente nel finale di “STAR87” ad esempio e nell’incipit con fiati di “Misery”; “she the one i have to have – she the one i need, you can go” proclamato da una voce stridente e disperata, l’effetto è ansiogeno.
Che dire, si passa dalla tragedia all’umorismo nero di “BLK XMAS” all’atmosfera decadente di “Waterproof Mascara“, ai toni minacciosi di “Counterclockwise“. Il Jazz cupo e paranoico con fiati, in cui Woods confessa vulnerabilità; la voce di Yolanda Watson aggiunge un tocco di inquietante tenerezza. Con la produzione di Steel Tipped Dove in “BLK ZMBY” emerge una feroce critica al potere post-coloniale e ai vuoti leader, rappresentati come fossero zombie vestiti di lusso.
Un disco prezioso, una delle punte di questo 2025, da ascoltare e riascoltare, per la complessità sonora, per il l’impegno di Woods nell’esporre le storture del nostro tempo e nel ricordare le ignominie del passato.



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