In un magma denso caldo a fatica riusciresti a muoverti… Questo progetto che vede i The Body (Portland – USA) e gli Intensive Care (Toronto – Canada) riuniti al fine di fondere i loro stili, l’industrial elettronico dei primi e lo sludge metal dei secondi.
Il disco “Was I Good Enough?” è il frutto della collaborazione tra queste due band heavy, gli Intensive Care, un duo noise rock/industrial formato da Andrew Nolan e Ryan Bloomer, e il duo The Body, composto da Chip King e Lee Buford, attivi dal 1999 e noti per il loro approccio che fonde sludge-metal con elementi di noise ed elettronica. Il disco uscito il 14 marzo 2025 per l’etichetta Closed Casket Activities, rappresenta un progetto nato da un tour congiunto nel 2018, con la collaborazione che si è concretizzata tra il 2021 e il 2023, quando i quattro musicisti hanno lavorato insieme per sviluppare un album che unisce le loro sonorità in modo piuttosto innovativo.
Il sound pesante e oscuro, che pur partendo da basi chitarristiche tradizionali si evolve in un lavoro largamente elettronico, con influenze hip-hop nella tecnica di produzione “chopped and screwed“, che rallenta e manipola i suoni per creare atmosfere dense e corrosive. Il disco contiene otto tracce, tra cui il brano “Mistakes Have Been Made“, descritto come il pezzo più “tradizionale” dell’album, un inizio che richiama lo stile dei The Body per poi trasformarsi in qualcosa di più sperimentale.
Una curiosità interessante è che il video di “At Death’s Door” è stato girato in un impianto di sottoproduzione del pollame abbandonato e realizzato dall’artista video e beat maker Skintape, aggiungendo un ulteriore livello di atmosfera inquietante al progetto.
Inoltre, la collaborazione riflette una profonda amicizia e un apprezzamento reciproco tra le due band, che condividono la volontà di superare i confini del metal e ridefinire cosa significhi “heavy” per loro, integrando influenze diverse e tecniche di produzione innovative. L’album è stato accolto come un lavoro estremo e sperimentale, con sonorità che spaziano dal meganoise al megadub, e con un’intensità sonora che può risultare impegnativa per l’ascoltatore medio, ma che offre un’esperienza certamente potente e originale. Per chi invece ha le orecchie spanate come il sottoscritto allora molti degli elementi adottati dal progetto sono riconducibili anche ai grandi Nine Inch Nails.
La miscela prodotta da queste due band è appunto una colata che in superficie è scura ma fa intravedere nelle spaccature il fuoco caldo e lavico, nella quale i quattro si muovo molto agevolmente.



Lascia un commento