
- Artista: Shed
- Titolo: The Killer
- Anno: 17 Luglio 2012
- Etichetta: 50Weapons
- Genere: Minimal Techno
- Paese: Germania
- Track list:
- Stp3/The Killer ⭐️
- Silent Witness ⭐️
- I Come by NIght ⭐️
- Gas Up
- Day After ⭐️
- Phototype ⭐️
- The Praetorian
- Ride On ⭐️
- You Got the Look
- V10mf!/The Filler ⭐️
- Follow the Leader ⭐️
Una cassa subwoofer in bianco e nero in copertina, René Pawlowitz, noto come Shed, è un produttore tedesco di musica techno e ambient con una carriera che dura da oltre 25 anni, iniziata nei primi anni ’90 poco dopo la caduta del Muro di Berlino.
Cresciuto in una zona periferica della Germania dell’Est, ha assorbito influenze musicali da radio berlinesi che trasmettevano techno di Detroit, Chicago e UK, sviluppando una passione per la cultura rave e un approccio indipendente alla produzione musicale, spesso pubblicando sotto vari pseudonimi e gestendo personalmente ogni aspetto delle sue uscite.
Il suo terzo album, “The Killer” del 2012, pubblicato dall’etichetta 50Weapons di Modeselektor, rappresenta un punto di maturazione artistica che fonde techno anni ’90 con elementi di UK-hardcore e musica elettro-acustica, spingendo i confini dell’EDM verso territori più articolati e disorientanti.
Il suono del disco produce atmosfere dense come un luglio bolognese in cui l’aria è accettabile solo dopo la mezzanotte. Non solo in qualche brano proietta sensazioni angoscianti come in “Day After” ma capace anche di generare beat percussivi da club in “Silent Witness“. Aggiunge tracce che oscillano tra droni industrial come in “I Come by Night“, ritmi dissonanti e loop ipnotici, offrendo un’esperienza sonora che amplia le convenzioni del genere e induce ad uno stato quasi trance, come ad esempio in brani come “ST3P/The Killer” e la già citata “Silent Witness”.
Rispetto ai precedenti lavori, “The Killer” si discostò per un approccio più oscuro e meno lineare: mentre “Shedding The Past” e “The Traveller” erano già apprezzati per la loro combinazione di groove e melodie cristalline, questo LP si concentra maggiormente su texture complesse, dissonanze e una struttura musicale che sembra quasi smontarsi e ricomporsi continuamente, riflettendo una ricerca sull’instabilità e l’alienazione (fonte Pitchfork).
“I Come by Night” musicalmente suona quasi come una minaccia, soprattutto quando fa l’ingresso il drone sopra una cassa decisa e cupa.
Shed, crea il suono, lo sviluppa e non si accontenta di trovare la soluzione buona per adottarla a ripetizione ma cerca ancora e mette insieme tante idee, field recordings, groove, riuscendo a non farti pesare le oscurità in un disco vario ma saldamente coeso in cui le aperture di “V10mf!/The Filler” stanno benissimo poco distanti dal robotismo di “Ride On”.
Nei successivi LP, ha anche affrontato tematiche musicali più ambient come in “Towards East” o piuttosto che una techno decisa come in “Oderbruch” e “The 030-Files“.
Il buon René in “The Killer” si pone sullo stesso piano dell’ascoltatore, condividendo con te un’esperienza ed emozioni in un disco potrei descrivere come una macchina immaginaria che processa l’ascoltatore, lasciandoti allo stesso tempo con una sensazione di straniamento ma anche di conforto. “The Killer” è considerato (da quelli bravi) come un album quasi perfetto, capace di unire onestà emotiva e ricerca sonora, confermando René Pawlowitz come uno dei maggiori protagonisti, autentico visionario della scena techno contemporanea.



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