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Holy Scum – LP Of The Week – #LPOTW

Holy Scum – LP Of The Week – #LPOTW

18 giugno 2025
the unkle

  • Band: Holy Scum
  • Titolo: All We Have Is Never
  • Etichetta: Rocket Recordings
  • Durata: LP, 11 tracce, 42 minuti circa
  • Paese: UK + USA
  • Genere: Noise-Rock
  • Track List:
    • Waves of Laughter ⭐️
    • These Hills ⭐️
    • Thieves ⭐️
    • Trying In Hell
    • Liar ⭐️
    • I Am The Land. ⭐️
    • Witches ⭐️
    • Just Tell Me How It Ends
    • Twos And Threes
    • Faces ⭐️
    • Like December ⭐️

Gli Holy Scum sono una di quelle band che sembrano nate per sfidare ogni definizione, un collettivo formato da membri di realtà di culto come Gnod, Dälek, Action Beat e, da quest’anno, anche Ghold, che con il nuovo album “All We Have Is Never” (Rocket Recordings, 2025) raggiungono una nuova maturità artistica senza perdere un grammo della loro attitudine abrasiva e noise.

Podcast

La storia degli Holy Scum è quella di una collaborazione transatlantica iniziata nel 2020 tra Manchester e New York, con il produttore e vocalist Mike Mare (Dälek) a guidare la carica insieme a Chris Haslam e Jon Perry dei Gnod e Peter Taylor degli Action Beat; nel 2025 si aggiunge Al Wilson (Ghold), portando la band a un inedito assetto a cinque che si riflette in un suono ancora più compatto e viscerale.

Questo secondo LP sembra il lavoro più diretto e coeso della band: fondendo noise, punk e psichedelia in brani che alternano urgenza e astrazione (“Liar“), con riferimenti che vanno da Fugazi e The Ex a Killing Joke e Voivod. L’isolamento creativo a Black Bay Studios, nelle Ebridi Esterne, dove la band si è ritirata per registrare ha prodotto una scrittura più corale rispetto al debutto “Strange Desires” del 2022, che era più frammentario e dominato da atmosfere cupe e improvvisazioni noise.

“All We Have Is Never” si distingue per una maggiore sintesi: i brani sono più brevi e incisivi, la sezione ritmica di Perry e Haslam è una morsa che tiene tutto insieme, mentre la doppia chitarra (Taylor e Wilson) permette sia esplosioni caotiche sia momenti di sorprendente melodia, il tutto attraversato dalla voce di Mare, che qui si fa ancora più personale e riflessiva, ispirata da esperienze di vita e dal paesaggio selvaggio dell’isola.

Il brano “Witches” nasce da un gioco di parole sull’infanzia di Haslam che pensava che “sandwich” fosse in realtà una “sand witch”. Questo disco è “la voce” nella tensione tra caos e controllo, tra isolamento e collettività, un disco che non fa sconti ma come spesso accade con i lavori più sinceri, non cerca di piacere a tutti ma di essere profondamente sé stesso, lasciando che siano le sue crepe, le sue ombre e la sua urgenza a parlare.

LP of The Week 2025, Opinioni Non Richieste!, Podcast

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Disco d’Oro

Questa settimana il meteo è torrido, mentre la musica offre ferie rinfrescanti. Tra uscite di Pye Corner Audio, Mount Kimbie e Julia Jacklin, si prospetta una playlist variegata per affrontare il caldo estivo. La colonna sonora di "The Immortal Man", creata da Genn e Slattery, trascende il film, diventando un'opera d'arte musicale autonoma. Con la voce intensa di Grian Chatten e una varietà emotiva, ogni traccia risuona come un'esperienza profonda e indimenticabile. L'Italia guarda i Mondiali da casa, senza illusioni. Nel frattempo, artisti come Taja Cheek e Bonobo pubblicano nuovi brani, mentre i MONO e Parannoul esplorano sonorità emozionali. Gli Interpol rimangono fedeli al loro stile distintivo. Maggio ha mescolato venticinque brani come un DJ Mix Shuffle. Da elettronica spaziale a hardcore scomodo, c'è un po' di tutto. Ogni canzone è un viaggio, e tu hai solo il compito di trovare la tua mappa. Buona fortuna! "Chott" è il secondo album di Taroug (Tarek Zarroug), uscito il 27 marzo 2026. Un'opera ambient che esplora emozioni profonde, riflettendo esperienze personali e tradizioni familiari, con sonorità uniche che mescolano influenze arabiche e IDM. Richiede attenzione. Dieci dischi, spaziando tra free jazz, dream pop e techno. Artisti come Thundercat e Irreversible Entanglements offrono sonorità innovative, mentre il progetto di Radwan Ghazi Moumneh affronta temi geopolitici con urgenza e profondità emotiva. I Big Special partono alla grande con "Family Bones", mentre SLIFT e A Place to Bury Strangers continuano il viaggio sonoro. C'è anche un cambio di mood con Floating Points e i Death Cab for Cutie, fino ai ritmi hip-hop di Wu-Lu. I Cult of Dom Keller, con il loro album "Unholy Drum", esplorano una psiche sonora intensa e stratificata. La band di Nottingham fonde dinamiche e stili, riflettendo esperienze personali e sociali. Un lavoro coeso e audace, pronto a tracciare nuove direzioni musicali. "LP4" degli American Football segna il ritorno della band dopo sette anni, mescolando introspezione e malinconia. Le tracce esplorano il dolore e la bellezza dell'invecchiare, offrendo un viaggio emotivo ricco di sfumature e onestà, lasciando un'impronta profonda nell'ascoltatore.

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