“The Sound Of Muzak” – Porcupine Tree – “In Absentia” – 2002
I Porcupine Tree, nati come uno scherzo tra Steven Wilson e Malcolm Stocks alla fine degli anni ’80, sono diventati una pietra miliare del rock progressivo britannico. Ispirati ai Pink Floyd e alla scena psichedelica degli anni ’70, Wilson e Stocks crearono una band fittizia con una storia complessa, completa di discografia e apparizioni in festival immaginari. Wilson iniziò a registrare musica per dare corpo alla loro invenzione, pubblicando nel 1989 la cassetta “Tarquin’s Seaweed Farm“.
“The Sound of Muzak“, traccia iconica dall’album “In Absentia” del 2002, è una critica feroce e malinconica all’omologazione della musica nell’era moderna. Il brano, con il suo titolo che evoca la musica di sottofondo generica e onnipresente, affronta temi come la perdita di autenticità e la commercializzazione dell’arte. La struttura musicale alterna sezioni in 7/4 e 4/4 (lo dicono gli esperti), creando un contrasto tra l’inquietudine delle strofe e la melodia più accessibile del ritornello.



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