Dura quasi due ore, stavolta ti lasciamo più tempo libero…
Il folk rock trova il suo guru in Sun Kil Moon, alias Mark Kozelek, penna tagliente e voce che sembra aver letto troppe lettere mai spedite — mentre Eleanor Friedberger, reduce dall’esperienza con i Fiery Furnaces, porta classe indie e narrazione alternativa laddove l’autarchia fa da padrona.
Per chi cerca emozioni da indie rock in modalità “occhi lucidi”, The Antlers incantano con dream pop e architetture sonore da ascolto in cuffia davanti a finestre appannate (molto bella), mentre Preservation miscela psichedelia vintage e arrangiamenti così pieni che rischi di perderci la bussola. Andando sul post-punk col turbo, troviamo gli IDLES: britannici furenti col pallino delle barricate sociali, e i Geese da Brooklyn che mischiano riff nervosi a urla giovanilistiche, dimezzando in tempo reale la vecchia guardia del post-punk.
Sottolineiamo il pezzo degli Immersion “Use it don’t lose it” che in realtà sono una specie di supergruppo con membri dei Wire e Minimal Compact ovvero Malka Spiegel e Colin Newman che faranno uscire un LP dal titolo “WTF?” che nasce come risposta al caos sociale contemporaneo… Non tutti gli israeliani sono il male.
Poi arrivano i The Armed, collettivo hardcore coi muscoli da palestra noise: impossibile capire quanti siano davvero, ma il caos che portano giustifica da solo il “prezzo del biglietto”. Sgranchendo la sezione hip hop, Blueprint emerge con barre introspettive e beat alternativi, mentre Declaime e ELUCID mescolano flow da oltre-spazio con sperimentazione pura: sono coloro che smontano il rap per rimontarlo a modo loro quando nessuno guarda. E sulle ceneri delle etichette, brillano gli Animal Collective: sempre avanti coi loro esperimenti psych pop, capaci di mantenere una fanbase devota (noi) come una setta ma decisamente più colorata.
Oggi ti lasciamo questa carrellata che ti costringe a mollare le definizioni, abbracciare le varietà, e magari ascoltare con il sorriso chi fa della confusione musicale la sua miglior ragione d’essere.
FREE GAZA!
Come sempre, ecco il link per la playlist su YouTube gestita da Stereobar 👇🏼👇🏼👇🏼








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