
- Band: The New Eves
- Titolo: The New Eve Is Rising
- Etichetta: Trasgressive Records
- Durata: LP, 9 tracce, 39 minuti circa
- Paese: UK
- Genere: Art Punk, Folk Punk, Post-Punk
Tracklist
- The New Eve
- Highway Man ⭐️
- Cow Song ⭐️
- Mid Air Glass
- Astrolabe ⭐️
- Circles
- Mary ⭐️
- Rivers Run Red ⭐️
- Volcano ⭐️
“La nuova Eva” è qui! Un monito, un manifesto, un avvertimento quasi apocalittico nei toni e nell’enfasi, inizia così il disco che ti aspetta…
Altro debutto e questa volta è delle The New Eves uscito il 1° agosto 2025, è un vortice di atmosfere folk intrecciate con consapevolezza punk di nuova generazione, un disco che vive tra la ritualità antica donata da violini, violoncelli e flauti e la vitalità del qui e ora.
Il quartetto femminile di Brighton — Violet Farrer (chitarra, violino, voce), Nina Winder-Lind (violoncello, chitarra, voce), Kate Mater (basso, voce) ed Ella Oona Russell (batteria, flauto, voce) — è riuscito ad solidificare quella tensione magica che emerge quando la storia personale si fonde con una tradizione rivisitata e sovvertita. Le ambientazioni folk del disco non sono mai semplice nostalgia: qui il folklore è un albero che viene scorticato fino alle radici, accarezzato e poi stravolto nella struttura stessa della band, che offre una miscela di archi, flauto e ritmica, cementata da una vocalità corale che narra di poesia e ferocia. Le canzoni come “Highway Man” — rivisitazione al femminile del poema di Alfred Noyes — svelano la missione delle New Eves: riscrivere i miti, creare una nuova mitologia dove il passato è materiale vivo da modellare e non solo da conservare.
La loro storia è recente ma già percorsa da una lunga traiettoria di amicizie nate tra libri letti insieme e suonate improvvisate in residenze artistiche, tra Brighton e la Cornovaglia, dove gran parte del disco ha preso forma. Non c’è una vera e propria epica lineare: il gruppo si descrive come in perenne evoluzione, con ogni brano frutto di scoperte reciproche e accidentali, ognuno un dialetto diverso ma coerente nella comunanza.
Dalla stampa britannica, che celebra la magmatica fusione fra Raincoats, Velvet Underground e certe ripetitività à la Stereolab, fino a elogiare la “forza atmosferica”, la tensione tra ritualità e spontaneità, la presenza di una scrittura capace di colpire sia nell’immediatezza che nella stratificazione dei dettagli. Alcuni fan chiamando in causa “vibes” alla “Black Country, New Road” ma riconoscendo una personalità già definita, fatta di coraggio, umanità e poesia urbana.
La genesi semi-casuale di alcuni brani: “Rivers Run Red” nacque per una performance di Halloween dove Violet danzava fra schizzi di sangue finto e citazioni di Patti Smith, ora trasformatasi in un brano che utilizza accenni di flauto, percussioni improvvisate con tazze da campeggio e un basso ipnotico; oppure la poesia di Ella scritta da adolescente che diventa testo portante senza mai essere stata pensata per esserlo, in un lavoro continuo di contaminazioni e riusi.
Il disco, più che un album, è un gesto di resistenza e di creazione, un terreno di riconoscimento per chi cerca ancora un’alternativa e qualcosa che sappia unire il dolore e la gioia, l’urgenza e la durata. The New Eves lo firmano con la sicurezza di chi ha finalmente trovato la propria voce, senza la paura di perdersi strada facendo — e la sensazione, anche per l’ascoltatore, è quella di essere invitati a una cerimonia dove tutto può succedere e nessuno esce come è entrato.
Band
- Violet Farrer (guitar, violin, vocals)
- Nina Winder-Lind (cello, guitar, vocals)
- Kate Mager (bass, vocals)
- Ella Oona Russell (drums, flute, vocals)
Due brani per LP Of The Week 👇🏼



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