Eccoti al pre-ferragostano Weekly Round Up, dove in due ore e mezza di scelte di musica alternativa vi portiamo dentro un caleidoscopio di oltre 34 brani, che soddisfano l’anima dell’ascoltatore curioso e un po’ freak (🤣). E’ il nostro viaggio senza una mappa precisa, che spazia tra generi e atmosfere con la leggerezza di chi sa che a volte per perdersi c’è bisogno solo di scegliere una buona colonna sonora.
Partiamo dai nomi più noti e affermati. Big Thief torna a farti compagnia con il suo stile indie-folk che sa tanto di racconti intimi e malinconici sussurrati in una notte d’estate, mentre The Legendary Pink Dots ci catapultano nel loro universo psichedelico e sperimentale, ideale se ami perderti tra suoni digitali e atmosfere suggestive. Non possiamo non menzionare Saint Etienne, che con il loro pop elettronico nostalgico riescono a farti scatenare nei momenti di pura spensieratezza, portandoti in un club anni ’90 senza filtro temporale.
Passiamo a un po’ di rap con il sempre intrigante Aesop Rock, maestro di liriche dense e beats stratificati, perfetto se vuoi un po’ di sostanza oltre al ritmo. Nel panorama più duro e ruvido, Ho99o9, Nova Twins e Pink Siifu offrono un mix di punk, hip hop e noise che è una ventata di anarchia sonora necessaria nel mondo della musica odierna.
Se ti piace l’alternative rock contaminato, Wolf Alice con “White Horses” è una scelta azzeccata; la loro musica è un ponte tra la dolcezza e l’irruenza. Slothrust invece propone un rock più grezzo ma con una vena melodica che conquista a ogni ascolto, mentre No Joy porta una cool wave che sa di nostalgia dark e atmosfere shoegaze, per perdersi in un sogno ad occhi aperti.
Non dimenticarti la scena più sperimentale con artisti come Ava Luna, che mescola indie, jazz e funk in un cocktail ricercato e originale, o For Those I Love, che con un sound elettronico dance malinconico ti fa ballare ma con un groppo in gola.
Infine, una curiosità su Aesop Rock che oltre a rapper è anche capace di pubblicare un libro di poesie, un artista a tutto tondo che gioca con le parole oltre la musica. Big Thief, dal canto suo, prende il nome da una leggenda dei nativi americani che parla di redenzione, un tocco poetico che torna nei loro testi pieni di emozioni profonde e sincere.
Una playlist che è anche un modo per esplorare mondi diversi, stili che si sfiorano e si scontrano, per ritrovare – o scoprire – la magia della musica d’oggi. Quindi mettiti comodə, indossa le cuffie, e lasciati trasportare. A volte, la miglior terapia è proprio un buon giro tra i suoni più azzardati e sorprendenti della scena alternativa contemporanea.
Buon ascolto! E…
FREE GAZA!
Come sempre, ecco il link per la playlist su YouTube gestita da Stereobar 👇🏼👇🏼👇🏼








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