“Black” – Okkervil River – dall’LP “Black Sheep Boy” del 2005
Chiudi gli occhi e lascia che “Black” ti strappi via dalla pelle le illusioni dell’infanzia. È il cuore nero pulsante di “Black Sheep Boy” (2005), un disco che ha trasformato la band di Austin da culto per pochi a voce rauca di un’America emotivamente disfatta. Will Sheff guida la narrazione con rabbia compressa e poesia livida, raccontando un trauma personale – o forse collettivo – che esplode in un crescendo sonoro vicino alla catarsi. Nessun sentimentalismo, solo dolore lucido e arrangiamenti che alternano dolcezza folk a morsi rock. A ventanni dall’uscita l’album è capace di scavare a fondo senza mai compiacersi.



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