Ok, mica male: un viaggio di circa 3 ore e 46 brani per una vera full immersion sonora nel meglio (? il dubbio è sempre lecito) della scena alternativa internazionale.
Per cominciare partiamo da Kerala Dust e il suo “The Bay”: un’atmosfera che gioca con pianofort, ritmi downtempo e un’eleganza minimalista che ti avvolge come una coperta in una sera d’inverno.
Passando a Rún e il brano “Your Death My Body”, ci immergiamo nel folk nordico più oscuro, un po’ mistico, con una voce che sembra uscita da un’antica saga irlandese.
Anna von Hausswolff con “Stardust” aggiunge una ventata di drammaticità con la sua voce potente e riverberi da grande hall. Automatic con “Mercury”, pura synth-pop ipnotico che vi farà muovere il piedino. Poi c’è Smote con “The Linton Wyrm”, una sorpresa tra rock psichedelico, post rock e drone che ti fa transitare nelle tenebre, in un cammino lento e inquieto.
Soulwax, giusto perché non si scherza, con “New Earth Time” ci porta nel loro habitat naturale: il dance-rock elettronico che sfida il tempo e le mode. Sono veterani della scena e ogni uscita è praticamente una lezione di storia electro-rock.
Per gli amanti del rock alternativo, diversa ma non meno interessante, spiccano Jeff Tweedy con “Feel Free” – il papà degli Wilco continua a far scuotere i capelloni con ballate riflessive dal cuore indie-folk.
Non si può poi non segnalare bar italia con “Fundraiser”, che porta avanti il loro shoegaze lo-fi unico nel suo genere, perfetto sottofondo per quelle giornate in cui vuoi stare nel divano a guardare il mondo passare.
E a chiudere un occhio sul futuro, occhio a chi come Mini Skirt e Dina Summer con sonorità fresche, che mescolano elettronica, pop e punk in modo piuttosto convincente.
Il consiglio? Accendete la playlist e lasciatevi andare, tanto qui la noia è bandita a vita!
Buon ascolto!
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Buon ascolto! E…
FREE GAZA!
Come sempre, ecco il link per la playlist su YouTube gestita da Stereobar 👇🏼👇🏼👇🏼








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