Tutti i magazine del pianeta parlano del tour dei Radiohead e soprattutto delle modalità di acquisto dei biglietti, se ne parla così tanto che trovare opinioni sensate tra una moltitudine di chiacchiere da bar è diventata un’impresa. Non ci aggiungiamo alle chiacchiere da bar e ci concentriamo su questa settimana di musica.
Iniziamo dal solido suono di Archive con “Look At Us”, un pezzo che tradusa Archive mescolando trip hop e rock atmosferico, come un abbraccio oscuro che ti avvolge senza lasciarti scampo.
Apollo Brown, con “Aquarius”, ci regala invece una traccia hip-hop che è puro storytelling strumentale. Producer veterano, Apollo costruisce beat che sembrano colonne sonore di film noir metropolitani; ascoltarlo è come passeggiare tra luci al neon e piogge notturne. Frog, con il suo “SAX-A-MA-PHONE VAR. XII”, unisce melodia folk con un pizzico di jazz che fluttua leggera, quasi sussurrata.
Non lasciatevi spaventare da Ho99o9 e “Target Practice”: immaginate un punk hip hop caotico e selvaggio quasi metal, un’esplosione di energia che scuote le fondamenta della musica urbana contemporanea. A differenza dei tipici generi, loro mischiano hardcore, rap e un’attitudine da strada senza compromessi ma se adori i Clipping qui trovi il tuo pane. Per chiudere questo quintetto d’assalto come premessa alle tre ore di playlist, c’è P.E. con “Oh!”, un progetto che fonde indietronica con elementi jazz e soul in un mix molto interessante. Progetto che dal 2017 si muove ai margini della scena americana, ma con una grinta e una resa emotiva che meritano più di un ascolto.
Tra gli altri nomi di spicco troviamo Baxter Dury, figlio d’arte che dosa indie rock e spoken word in modo assolutamente cool, e Genesis Owusu che con “PIRATE RADIO” ci trasporta nel funk e nell’afrobeat mescolati a beats moderni, generando un groove irresistibile. Non passa inosservato nemmeno Röyksopp, che con “Adversity & Hope” ci regala l’elettronica più raffinata e malinconica mista ad una orchestralità da colonna sonora, perfetta per chi ama viaggiare con la mente.
Questo caleidoscopio di brani ci racconta di diverse scene musicali, spesso fluide e senza confini, dove la sperimentazione serve a “meticciare” generi e stili. Il mood complessivo? Un mix di introspezione e adrenalina, con oscurità e sprazzi di luce.
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