Allora, ti sei messo comod* perché questa playlist dura ben 3 ore e 40 minuti: praticamente un viaggio Bologna-Roma che ti porta dal gelido experimental dei Darkside fino alle melodie psichedeliche di Tame Impala. Si parte proprio da loro, Darkside, con il pezzo “One Last Nothing” che ti immerge subito in un mondo fatto di elettronica downtempo e psichedelia minimale. Se non li conosci ancora, sappi che questo duo non è più un duo ma un trio a Nicolás Jaar e Dave Harrington si è aggiunto Tlacael Esparza è una specie di culto per gli amanti delle atmosfere scure e ipnotiche — roba da ascoltare con le luci soffuse e qualche riflessione esistenziale in tasca.
Poi c’è BIG SPECIAL con “Plaintive Native“, nome che più evocativo non si può. È un progetto dal mood riflessivo e intimista, che mescola post-punk e spoken con una spruzzata di melancolia che ti fa venir voglia di metterti a scrivere poesie nel tardo pomeriggio. La loro musica non è roba da stadio, ma più per momenti in cui vuoi ascoltarti dentro.
Non possiamo dimenticarci di Tame Impala anche se meno brillante del passato, con “My Old Ways“, continua a surfare le onde della psichedelia moderna.
In un altro angolo di questa playlist trovano spazio i Calibro 35 con “Harlem Nocturne“, una band italiana che strizza l’occhio agli anni ’70 con sonorità cinematiche tra funk e jazz, praticamente la colonna sonora ideale per inseguimenti notturni in città fumose. Non ti sorprenderti se finisci per muovere la testa come in un film di Tarantino.
Poi abbiamo Lisa O’Neill che ti porta nel folk irlandese più autentico con “The Wind Doesn’t Blow This Far Right“. La sua voce può farti sentire una storia raccontata attorno al fuoco, un contrasto rilassato rispetto al sound elettronico di altri artisti presenti.
Una chicca: The Avett Brothers collaborano con Mike Patton in “Heaven’s Breath”. Un mix curioso fra folk-rock e l’eclettismo vocale di Patton, quel tipo che può passare dal lirismo alla distorsione vocale senza problemi.
Nella sfera più sperimentale, Anna von Hausswolff ti sfida con “Struggle With the Beast”, un’esplosione sonora che unisce il post-rock al gotico, un vero e proprio viaggio attraverso paesaggi sonori oscuri e affascinanti.
Dopo l’impegno mattutino nella nostra prima live session, stasera chiudiamo con questa playlist ricchissima, quindi accomodati, schiaccia play e lascia che la musica ti racconti la sua storia. Ciao e al prossimo Round Up!
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