Se ti piace smanettare tra generi musicali come se fossi un DJ in preda a un attacco creativo, questa playlist è la tua nuova migliore amica. Qui si mescolano elettronica d’autore, indie dal gusto raffinato e un pizzico di avanguardia che non guasta mai. Sei pronta/o? Partiamo!
Partiamo dal lato più sperimentale e onirico con Oneohtrix Point Never, maestro nel creare paesaggi sonori che sembrano distillati di sogno e glitch. Se ti emoziona l’elettronica intelligente, la sua “Bumpy” rimane nella testa come il ricordo di un film cult. Clark, altro nome di culto, ti trascina in un universo techno-idm ricco di tensione e melodie caleidoscopiche, un suono costretto da una bass-line techno e una melodia quasi pizzicata.
Miss Grit si distingue con la sua “Tourist Mind”, un’esplosione di indie pop contaminato da elettroni underground e un’attitudine punk disperata tanto quanto entusiasta. La sua voce aggraziata ti accompagna in un’atmosfera tra beat e melodia che ti conquista subito, un po’ come una serie tv che non riesci a smettere di guardare. Come Miss Grit, Pebbledash con “O The Wind” regala un folk indie delicato, con sfumature acustiche che rimandano agli esploratori sonori tipo Sufjan Stevens o Fleet Foxes, atmosfere intime e sussurrate.
Passando a Puma Blue e la sua “Desire”, l’anima è soul-jazz indie, quella roba che ti fa pensare a quanto l’amore ti possa far sentire un po’ perdutə e trascinato in un’onda di malinconia stupendamente raffinata.
Poi ci sono i Tunng, che ti portano un folk indie british pieno di loop e arrangiamenti artigianali, quasi psichedelici. “Anoraks”, infine, Party Dozen con “Mad Rooter” chiude il cerchio elettrico con un post-punk energico e un po’ scanzonato, roba che ti fa venire voglia di pogare in mezzo alla folla anche se sei più tipo da ascolto contemplativo.
Seguici! Ora anche su Whatsapp! 👇🏼
Come sempre, ecco il link per la playlist su YouTube gestita da Stereobar 👇🏼👇🏼👇🏼





Lascia un commento