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Legss… Dell’inquietudine solitaria e silenziosa.

Legss… Dell’inquietudine solitaria e silenziosa.

8 novembre 2025
antoniocaroli

  • Band: Legss
  • Titolo: Unreal
  • Etichetta: The State51 Conspiracy
  • Durata: LP, 13 tracce, 46 minuti circa
  • Paese: UK,  Liverpool, London
  • Genere: Alternative Rock, Slowcore, PostBrexit New Wave

Il 12 settembre è uscito l’esordio dei Legss, per l’etichetta The State51 Conspiracy. Un disco germogliato sulla soglia dell’autunno, destinato a restare tra i migliori dell’anno.   

Podcast

“Unreal” è il disco dell’inquietudine solitaria e silenziosa che indirettamente descrive il mondo e la sua deriva tardo-capitalista sull’orlo del collasso attraverso le piccole vicissitudini quotidiane. È la descrizione dello stato d’animo di qualcuno che cammina solo, tra la gente, invisibile a chiunque e alienato dalla realtà osservata intorno a sé, tragica e comica allo stesso tempo e proprio per questo, a tratti, “irreale”.

L’album di debutto dei Legss, band spudoratamente inglese, cresciuta tra Liverpool e Londra, sembra aver atteso molto prima di vedere la luce, tanta è la sua forza deflagrante. È un disco covato sottoterra, annacquato dal temporale della PostBrexit New Wave al quale noialtri abbiamo assistito sin dall’arrivo delle prime nubi. È sbucato dal nulla figlio dei migliori Black Country New Road e discepoli, ma anche dei Ditz e tutto il loro girone dantesco di residenza. Ha una chiara discendenza folk, ma totalmente declinata in chiave (nuovo) Post-Rock, con sfuriate Garage spesso tendenti al Noise più grezzo e cucito su misura della assurda condizione sociale che ci circonda e che richiede, per non soccombere, tanta forza e relativi stomaci forti.

Tra le virtù del disco c’è senza dubbio la voce di Ned Green. La sua scuola è quella che negli ultimi anni ha scartato la quasi totalità degli apprendisti Cantanti e addestrato un’intera generazione di Narratori. Monologhi sussurrati e urlati a cadenza variabile, lasciati senza freni tra continue sterzate emotive, privi di filtri e orpelli di qualsiasi tipo. È uno dei tratti distintivi dei nostri tempi declinato in musica: lo SpokenWord che lascia alle voci pochissimo spazio melodico, solo quando strettamente necessario e gioca esclusivamente sul ritmo e l’intensità dei versi.  

La Tracklist di Unreal non ha passaggi a vuoto. Forse un po’ di confusione in alcuni episodi, ma mai figlia di approssimazione e incapacità, al massimo di poca voglia di incardinare meglio ogni singolo brano in modo da renderlo, semplicemente, la miglior colonna sonora possibile per i racconti nichilisti di Ned Green. Storie frustranti sull’incomunicabilità al tempo dell’iperconnessione. 

Il suono dei Legss è imbottito di tensione, caricata e rilasciata ossessivamente. In certi episodi è palese la volontà di guardare ad ovest e far andare le chitarre in chiave nineties alternando sfuriate fragorose e arpeggi cupi che sembrano partiti da qualche ripetitore all’ombra dello Space Needle, molto tempo fa. Il tutto arricchito da pianoforte, sassofono, violino e violoncello perfettamente funzionali alla narrazione, mai dominanti o stucchevoli.

La bellissima “Broadcast” ha la mano di un sapiente architetto sonoro, con l’apertura finale che gira intorno ad una melodia appena abbozzata ma perfetta, di puro stampo beatlesiano. La schizofrenica “Sleepers, Awake” ha il marchio I.G.P. del Post-Punk inglese degli anni ’20. La malinconica “Se No Evil” e la vulcanica“Forgot The Answer” sono due modi di ingoiare e digerire lo stesso malessere, viaggiando in direzioni opposte ma ottenendo entrambe un’ottima resa complessiva. “Eversince” è il sogno lucido dell’album, controllata e rassicurante, almeno fino al distorto risveglio finale. Una menzione particolare poi va a “909” che è la carta d’identità del rock più cupo e abrasivo di questo periodo storico. Una processione dall’incedere pachidermico che ribolle ad ogni passo. Il requiem radiofonico per un mondo pre-apocalittico.  

Dimostrando un’ottima capacità di scrittura i Legss ci lasciano dei pezzi che hanno il pregio di saper brillare di luce propria. Perle solitarie e determinate a dissociarsi dalla forzosa necessità di affiliazione, in un mondo in cui chilometri di brani musicali aspettano in coda disposti in playlist selezionate algoritmicamente. 

Vivono li, “Irreali” e salvifiche, nel 2025, mentre tutto intorno è il caos.   

Due brani per Opinione Non Richiesta 👇🏼

https://open.spotify.com/playlist/2A442W3eVHkWLCvhmB4SHb?si=c93e8620ff8c41e3
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2025, Legss, ONR, The State51 Conspiracy

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Disco d’Oro

I Menzies, una band indie rock neozelandese, debuttano con "Holding My Cold Hand, Even Though Yours Is Warm", un LP travolgente che esplora l'intimità attraverso dettagli quotidiani. Un viaggio sonoro tra essenzialità e autenticità, capace di toccare cuori. Questa settimana il meteo è torrido, mentre la musica offre ferie rinfrescanti. Tra uscite di Pye Corner Audio, Mount Kimbie e Julia Jacklin, si prospetta una playlist variegata per affrontare il caldo estivo. La colonna sonora di "The Immortal Man", creata da Genn e Slattery, trascende il film, diventando un'opera d'arte musicale autonoma. Con la voce intensa di Grian Chatten e una varietà emotiva, ogni traccia risuona come un'esperienza profonda e indimenticabile. L'Italia guarda i Mondiali da casa, senza illusioni. Nel frattempo, artisti come Taja Cheek e Bonobo pubblicano nuovi brani, mentre i MONO e Parannoul esplorano sonorità emozionali. Gli Interpol rimangono fedeli al loro stile distintivo. Maggio ha mescolato venticinque brani come un DJ Mix Shuffle. Da elettronica spaziale a hardcore scomodo, c'è un po' di tutto. Ogni canzone è un viaggio, e tu hai solo il compito di trovare la tua mappa. Buona fortuna! "Chott" è il secondo album di Taroug (Tarek Zarroug), uscito il 27 marzo 2026. Un'opera ambient che esplora emozioni profonde, riflettendo esperienze personali e tradizioni familiari, con sonorità uniche che mescolano influenze arabiche e IDM. Richiede attenzione. Dieci dischi, spaziando tra free jazz, dream pop e techno. Artisti come Thundercat e Irreversible Entanglements offrono sonorità innovative, mentre il progetto di Radwan Ghazi Moumneh affronta temi geopolitici con urgenza e profondità emotiva. I Big Special partono alla grande con "Family Bones", mentre SLIFT e A Place to Bury Strangers continuano il viaggio sonoro. C'è anche un cambio di mood con Floating Points e i Death Cab for Cutie, fino ai ritmi hip-hop di Wu-Lu. I Cult of Dom Keller, con il loro album "Unholy Drum", esplorano una psiche sonora intensa e stratificata. La band di Nottingham fonde dinamiche e stili, riflettendo esperienze personali e sociali. Un lavoro coeso e audace, pronto a tracciare nuove direzioni musicali.

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