Dopo un lungo (il solito, eh!) percorso ferroviario mi ritrovo nell’amatissima città eterna dove si svolge, nei pressi della via Prenestina, un concerto a cui desidero partecipare da molto tempo. L’happening si svolge al Largo Venue che, scopro, è un locale di medie dimensioni perfetto per la serata. Il concerto si svolgerà in maniera encomiabile senza nessun tipo di intoppo, di questi tempi non è poco.
A scaldare il pubblico prima del main act c’è un giovane duo italiano: i Kyoto, un progetto musicale creato dalla batterista Roberta Russo e Truemantic. I due giovani ragazzi si presentano quasi timidamente sul palco per esibire la loro musica elettronica che definirei scura e post punk. La loro performance è davvero molto interessante anche per chi, come me, non aveva mai ascoltato le loro produzioni. I due performer creano una sorta di frastuono impegnato e danzabile figlio (in)diretto di ottimi ascolti di musiche provenienti sia d’oltre manica che d’oltre oceano. I più immediati riferimenti sonori, e ce lo dicono loro, sono: Iosonouncane, Fever Ray, Gazelle Twin, e nomi della scena alternativa italiana come CCCP, Teatro degli Orrori e Bluvertigo. Usano sintetizzatori stratificati, riverberi ampi, drum machines e percussioni che possono essere tribali e martellanti.
Insomma il perfetto mix per ciò che ci attende poco dopo: un concerto facente parte del primo tour italiano dopo l’uscita dell’album d’esordio di Heartworms, ovvero il progetto musicale della giovanissima Josephine Orme. Ho amato moltissimo la sua produzione musicale sin dai suoi primissimi esordi dato che Jojo tocca molti dei miei vecchi pallini musicali come un certo uso oscuro dell’elettronica e delle drum machines, chitarre non eccessivamente pesanti né effettate che accompagnano e non invadono tutto lo spettro musicale, nonché un gusto estetico e musicale che amoreggia moltissimo con il gotico ma anche una grande attenzione a temi esistenziali e d’attualità. Insomma, una sorta di Siouxsie di questa generazione.
Sul palco si fa accompagnare da un batterista ed un chitarrista che mettono in scena uno spettacolo perfetto, sicuramente figlio anche della preparazione maniacale del produttore Dan Carey. Lei, completamente vestita di nero, non lesina in danze e interpretazioni che sfociano anche nel teatrale: una sorta di efficace rituale che rivendica una forte dose di liricità pagana. Jojo ci mostra i polsi come ad una sorta sacrificio in pose da gargoyle, si contorce sul palco a voler offrire tutta sé stessa al pubblico presente. Pubblico che, totalmente affascinato a sua volta, risponde ammirato ed attento.
Nonostante la limitata offerta musicale la scaletta del concerto di Heartworms, che sinora ha pubblicato solo una manciata di singoli ed il disco di esordio “Glutton for punishment”, ha in serbo per noi una graditissima sorpresa. Seppur presentandola in modo decisamente scarno dicendo: ”questa è una canzone che è stata scritta più di sessanta anni fa”. Accompagnata da una chitarra acustica, intona un vero classico come “Masters of war” di Bob Dylan. Una, forse “LA”, canzone di denuncia che Josephine interpreta perfettamente, corroborata da un primo momento di sorpresa da parte del pubblico presente, ma che poi diventa facilmente ammirazione ed attento ascolto.
A questo punto siamo oramai, ben dentro al seconda parte del concerto, c’è solo tempo per i nuovi classici della cantautrice inglese che, giustamente conclude il suo spettacolo con “Jacked”.
Finito il concerto sarà possibile fare due chiacchere con Miss Orme e la sua band. Per quel che posso avere colto da quei pochi minuti è davvero una donna ed un’artista davvero completa e che, pur avendo chiari i suoi obiettivi artistici e musicali, sa anche concedersi anche un momento rilassato con il suo pubblico.
Concerto breve? Sicuramente, ma considerando la poca produzione dell’artista lo ritengo estremamente soddisfacente. Tanto più che l’unico commento che mi son permesso di fare agli Heartworms è stato un breve ed accorato: “Come back soon!” . Perché abbiam molto bisogno di musica e di serate così.
Come piccolo bonus mi permetto di lasciarvi la playlist della setlist della serata…



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