Mentre l’idea di album postumo con Chris Cornell e i Soungarden ci indispettisce e intristisce allo stesso tempo, noi rilasciamo la discovery di questa settimana anche per cercare di non pensarci troppo.
Partiamo dal versante indie alternativo, quel mondo dove le chitarre sussurrano storie e le voci sembrano uscite da una notte insonne. Mick Harvey, storico collaboratore di Nick Cave, torna con un’alternate version di “Milk Honey” che è la perfetta combinazione di malinconia e classe. Non è solo nostalgia: ti regala – tra vintage e contemporaneo – una fascinazione per viaggiare senza spostarsi. A fianco a lui, Lisa O’Neill con “Mother Jones” infonde al folk un sapore grezzo e onesto, come se si raccontasse davanti al fuoco, peccato che non puoi portarti la cioccolata calda.
Nella galassia elettronica ci spariamo un po’ di groove contemporaneo. Ben Bhmer insieme a JONAH con “Caught Up In The Fire” consegnano un’esplosione di emozioni in chiave chill house.
Poi c’è ctrl me che con “i am your defender” sembra dirti: “Rilassati, ci penso io a difenderti da questo caos.” Anche qui, elettronica che sa di caldo abbraccio digitale. Nel medesimo filone SUSS e Six Missing ci guidano con ritmi che sembrano dialoghi futuristici, da ascoltare con le luci soffuse e magari un po’ di curiosità sul futuro che non arriva mai…
Se invece vuoi qualcosa di più sperimentale e fuori dagli schemi, orientati su Beverly Glenn-Copeland, la leggenda che, con “Laughter In Summer”, mescola afro-futurismo e jazz con un tocco di misticismo. La sua musica non è solo ascolto, è esperienza sensoriale, un invito a guardare oltre l’orizzonte sonoro. Il collettivo Strange Shaking Hand, con “In For a Pound!”, ti sfida con strutture che sembrano traboccare di voglia di distruzione creativa, perfetto per quello che ami il rock nervoso ma intelligente.
Un occhio infine alla scena più alternativa con Jonathan Bree e Princess Chelsea, che in “Live To Dance” riprendono quel pop sofisticato e contaminato che sembra uscito da una dimensione parallela dove tutto è vagamente retrò, ma con un appeal trasversale.
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