In questo WR, I Leif con la loro elettronica acido-ambient e il post-punk sporco e ironico dei Fat White Family ti trascina in “Whitest Boy On The Beach” live agli Konk Studios. Dry Cleaning partecipa all PL con “Let Me Grow and You’ll See the Fruit“, spoken word funkato su ritmi alla Wire, minimali e raffinati. PVA ti pompa “Send” con acid-house post-punk, trio londinese che mescola disco muscolare e urgenza da club sotterraneo, roba da farti ballare controvoglia.
Scivoli poi nell’alt-rock viscerale con The Afghan Whigs e “Fake Like“, Greg Dulli che ti regala una ballata art-rock dalla vena in vena grunge. Yo La Tengo entra con Jad Fair in “Texas Man Abducted by Aliens for Outer Space Joy Ride“, indie-noise dreamy che sa di Velvet Underground e My Bloody Valentine, quei tre di Hoboken che da decenni ti ipnotizzano con jam noise-pop, stavolta aliene e scanzonate. Modern Nature aggiunge “Shasta“, pastorale minimalista alla Talk Talk.
E quando pensi di averne avute abbastanza, EXEK ti pubblica “Sidestepping“, DFA-style disco-funk obliquo che ti fa dubitare della tua sanità, mentre Imarhan chiude il cerchio tuareg con “Azaman Amoutay“, desert blues ipnotico da City Slang che ti trasporta nel Sahara senza biglietto aereo. Draag infine ti stordisce con “Miracle Drug“, shoegaze-indie che suona come un rimedio contro la noia quotidiana.
Come sempre, ecco il link per la playlist su YouTube gestita da Stereobar 👇🏼👇🏼👇🏼





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