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Dieci album, dieci fari, dieci specchi.

Dieci album, dieci fari, dieci specchi.

20 dicembre 2025
fulviusmusicus

Il 2025 è stato per me un anno di rivelazioni sonore: debutti coraggiosi, ritorni inattesi, esperimenti che hanno aperto nuove strade. Questi dieci album non sono semplici uscite discografiche, ma fari e specchi che hanno illuminato il mio percorso di ascoltatore. Alcuni gridano, altri sussurrano, tutti lasciano un segno.

Questi album non si somigliano, ma si parlano. Alcuni urlano, altri sussurrano. Tutti hanno fatto breccia. In un anno che ha chiesto coraggio e ascolto, queste voci hanno risposto. E io, nel mio piccolo, le ho seguite.


Dax Rigss  “7 songs for Spiders“

Un ritorno sciamanico dopo 15 anni di silenzio. Riggs canta come se scavasse nel fango del Sud gotico, tra blues, doom e grunge. Ogni traccia è un rituale, un’evocazione. Graveyard Soul e Pagan Moon sembrano provenire da un altrove plumbeo, dove la malinconia è una lingua madre. Le trame sintetiche si avvolgono come ragnatele, mentre la voce sembra provenire da un sogno inquieto. Un album che costruisce un mondo fragile e magnetico.

Heartworms “Glutton for Punishment“

Jojo firma un debutto post‑punk che è anche un requiem gotico. Prodotto da Dan Carey, l’album è un collage di marce sintetiche, liriche taglienti e visioni claustrofobiche. Warplane è un’epica per piloti caduti, Extraordinary Wings un volo nel nebbioso. Un lavoro feroce e visionario, da ascoltare e vedere live.

Sharon Ven Etten “Sharon Ven Etten and The Attachment theory“

Sharon Van Etten si apre al collettivo, e il risultato è un disco cosmico e stratificato. Shoegaze, indie e soul si fondono in Afterlife e Southern Life, mentre Fading Beauty è una ballata che sembra dissolversi nel tempo. Un album che abbraccia e sfugge.Un disco che esplora la vulnerabilità come forza. Tra shoegaze e indie rock, le canzoni sono confessioni luminose che si dissolvono nell’aria.

Bdrmm “Microtonic”

Il terzo album della band di Hull abbandona lo shoegaze per un’elettronica distopica. Goit è un monologo sulla mortalità, John on the Ceiling pulsa come un cuore sintetico. Un disco che osserva il mondo mentre si sgretola, con lucidità e dolore.

Sun Cutter “2“

Un disco che sembra scritto al tramonto, tra malinconia e speranza. 2 è il secondo capitolo del progetto di Michael J. Sheehy, e vibra di folk psichedelico e rock contemplativo. “Purple Light” e “Mud Leaf” (con Rachel Goswell) sono ballate sospese, mentre “Soul Climbing” è una scalata interiore. Un album che non urla, ma resta.Un album sospeso tra malinconia e speranza. Folk psichedelico e rock contemplativo si intrecciano in ballate che non urlano, ma restano.

Yugen Blakrok “The Illusion of a Being“

La rapper sudafricana torna con un album filosofico e oscuro. Tessellator e Being Here sono canti di resistenza, tra grunge, trip-hop e liriche mistiche. Un’opera che sfida il tempo e la forma, più simile a un rituale che a una raccolta di brani.

Breathe. “For Your Darkest Days“

Un duo elettro-dub che consola. Are You All Good? e Grace sono carezze elettroniche, mentre Haze è già un classico. Un disco da ascoltare in loop nei giorni più bui.

Circuit des yeux “Halo on the inside“

Haley Fohr firma il suo lavoro più viscerale: un viaggio notturno tra synth art-pop e visioni paniche. Registrato in solitudine, l’album è una metamorfosi sonora. “Megaloner” e “Truth” sono inni alla vulnerabilità, mentre “Cathexis” e “Organ Bed” evocano paesaggi mentali. Un disco che pulsa nel buio.

Kieran Hebden & William Tyler “41 Longfield Street Late ’80s“

Un incontro tra elettronica e Americana che diventa elegia. Hebden (Four Tet) e Tyler scavano nella memoria, tra folk digitale e nostalgia analogica. “Spider Ballad” e “If I Had a Boat” sono frammenti di un’America immaginata, mentre “Secret City” chiude con speranza. Un disco da museo e da veranda.

Bertrand Belin “Watt“

l cantautore francese torna con un album enigmatico e poetico. Watt è un gioco di parole, un omaggio a Beckett, un viaggio tra chanson e elettronica minimale. “Pluie de Data” e “Amour Ordinaire” sono riflessioni sull’identità e la modernità. Un disco che interroga, accarezza, destabilizza.

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Disco d’Oro

Nel caos di un'estate che brucia, "simulation" dei MAQUINA sembra l'inno perfetto per chi ignora la realtà. La musica di artisti come Jim James e Phoebe Bridgers, tra country e indie, offre un rifugio sonoro, mentre Chelsea Wolfe e i Sleaford Mods spingono verso riflessioni inquietanti. Un'ode alla musica che sfida l'apatia. L'album "Yaygara" dei Sosyete '25, uscito il 22 maggio 2026, è un LP turchedelico che combina funky e disco con testi in turco. Con la voce di Merve Erdem, offre melodie coinvolgenti, perfette per l'estate e i dancefloor. I Menzies, una band indie rock neozelandese, debuttano con "Holding My Cold Hand, Even Though Yours Is Warm", un LP travolgente che esplora l'intimità attraverso dettagli quotidiani. Un viaggio sonoro tra essenzialità e autenticità, capace di toccare cuori. Questa settimana il meteo è torrido, mentre la musica offre ferie rinfrescanti. Tra uscite di Pye Corner Audio, Mount Kimbie e Julia Jacklin, si prospetta una playlist variegata per affrontare il caldo estivo. La colonna sonora di "The Immortal Man", creata da Genn e Slattery, trascende il film, diventando un'opera d'arte musicale autonoma. Con la voce intensa di Grian Chatten e una varietà emotiva, ogni traccia risuona come un'esperienza profonda e indimenticabile. L'Italia guarda i Mondiali da casa, senza illusioni. Nel frattempo, artisti come Taja Cheek e Bonobo pubblicano nuovi brani, mentre i MONO e Parannoul esplorano sonorità emozionali. Gli Interpol rimangono fedeli al loro stile distintivo. Maggio ha mescolato venticinque brani come un DJ Mix Shuffle. Da elettronica spaziale a hardcore scomodo, c'è un po' di tutto. Ogni canzone è un viaggio, e tu hai solo il compito di trovare la tua mappa. Buona fortuna! "Chott" è il secondo album di Taroug (Tarek Zarroug), uscito il 27 marzo 2026. Un'opera ambient che esplora emozioni profonde, riflettendo esperienze personali e tradizioni familiari, con sonorità uniche che mescolano influenze arabiche e IDM. Richiede attenzione. Dieci dischi, spaziando tra free jazz, dream pop e techno. Artisti come Thundercat e Irreversible Entanglements offrono sonorità innovative, mentre il progetto di Radwan Ghazi Moumneh affronta temi geopolitici con urgenza e profondità emotiva.

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