Vai al contenuto
La Venticinquesima Ora

Contenuti Impulsivi di Musica Ascoltata!

  • Stereobar!La sezione internazionale!!!
  • Opinioni Non RichiesteOpinioni dello staff e racconti ei concerti.
    • Opinioni Non Richieste!
    • LP of The Week | AllTutti gli LP of The Week
    • LP of The Week | 2024
    • LP of The Week | 2025Tutti gli LP of The Week del 2025
    • LP of The Week | 2026
    • Comfort Zone
    • Ci siamo andati
    • Menu Degustazione
    • Hot Spot
    • Dischi DeludentiDischi Demmé o meno demmé
  • Music Discovery
    • Monthly Round Up
    • Weekly Round Up
    • Playlist Ever Green
    • In Loop
    • Song Of The DayUn brano al giorno scelto dalle pubblicazioni dal 2000 in poi. Non si ripete una band nel corso dell’anno, non si ripete il brano nel corso degli anni.
    • L’Ora FantasmaPlaylist tematiche a descrizione dell’autore!
  • On AirNew Music Friday, i consigli degli album appena pubblicati.
    • Release DayNew Music Friday, i consigli degli album appena pubblicati.
  • Talk To MeInterviste
  • The TOPLe classifiche
    • Classificami
    • Top 10 e 50 LP 2025
    • Top 10 2024
    • ZE TOP 😉 | 2023
  • Noi.
    • The Unkle
  • AOTYAlbum Of The Year profile.
  • Buy Me a CoffeeDonazioni
  • Cookie Policy
Ecco i miei gioielli del 2025

Ecco i miei gioielli del 2025

29 dicembre 2025
giorgione72

Non li ho ascoltati tutti né voglio arrogarmi alcun merito che neanche desidero. Ma ecco i miei 10 dischi di quest’anno, i più belli per me. Forse non ci troverete quelli che vi aspettate, ma magari un suggerimento, una sorpresa. La condivisione di esperienze altre dalla propria sono importanti… e rilasciano dopamina.


Darkside “Nothing“

Comincia lento il disco, ma l’introduzione nella band di un batterista giova terribilmente al “progetto rock” di Nicolás Jaar. Aggiunge funk, sangue e carne ad una band a cui di certo non manca talento, ma che forse tende ad avere un attitudine troppo pinfloidesca e rarefatta. Nothing è un disco no skip: il migliore dei Darkside e forse il migliore del mio anno.

Headache “Thank You For Almost Everything“

Ritorna Vegyn con il suo progetto electro disco – spoken word: il primo disco mi aveva lasciato a bocca aperta, il nuovo aggiunge stupore a quello iniziale. Capitalismo, crisi esistenziali e risposte a domande che non dovrebbero mai esser poste, il tutto in una semplice ma elegante cornice IDM. Se vi mancano certe introspezioni Radioheaddiane e il trip-hop della millenium tension forse Headache potrebbe essere un possibile equivalente per certe splendide nostalgie.

Heartworms “Glutton for Punishment“

Essendo giovanissima, Josephine Orme non può provare nostalgia per epoche da lei non vissute. Ma noi di una certa età sappiamo riconoscere una Susan Janet Ballion quando il mondo ce ne presenta una. Un grandissimo talento quello di Heartworms che con poco più di un pugno di canzoni riesce a ricreare sonorità dark punk e farle suonare pop e scintillanti come se fossero quelle di una nuova onda.

Lucrecia Dalt “A Danger to Ourselves“

Questo disco è uno di quelli su cui sono letteralmente inciampato: vengo colpito dalla colonna sonora di una serie inglese, indago e scopro questo talento assoluto. Cantautrice, usa una sorprendente palette di suoni taglienti ed enormi varietà sonore per colorare i suoi testi. Canta in inglese e spagnolo ed evita tutti i facili stilemi che posson venire in mente pensando ad una musicista colombiana: orchestrazioni inusuali, blues storti e astrazioni di influenza cosmica sono invece la sua cifra.

Maruja “Pain to Power“

Altro disco, seppur esordio, attesissimo. I  Maruja confermano ed anzi alzano il tiro dopo una serie di splendidi EP. Anche sulla lunga distanza i mancuniani sembrano avere ancora molta benzina per mantenere il fuoco emotivo delle loro incendiarie canzoni. Testi impegnati alla ricerca di connessioni politiche, sociali e sentimentali che questi tempi sempre più sembrano volerci far dimenticare.

MOb “II“

Marios Valinakis al sassofono e macchinari elettronici, Alexandros Delis al basso e chitarre insieme a Panagiotis Kostopoulos alla batteria formano questo trio ateniese di jazz punk che arriva al secondo disco confermando ciò che di buono si presagiva nell’esordio. Autoprodotto dalla band e mixato da Bruno Ellingham (Massive Attack, UNKLE, New Order) e Malcolm Catto (Heliocentrics, DJ Shadow, Madlib), il trio ci coinvolge in improvvisazioni jazz e performance hip-hop che richiamano oscure e malate atmosfere metropolitane.

Racing Mount Pleasant “Racing Mount Pleasant“

Un disco di (non) esordio per gli ex Kingfisher dal Michigan. La band fa una sorta di musica originalissima e tutta sua se non fossero mai esistiti i “Black Country, New Road” o gli “Arcade Fire”. L’emo/folk orchestrale della band americana però (una volta superato l’ostacolo) ha davvero un’attenzione maniacale alle melodie e, soprattutto, scrivono davvero belle canzoni.

SANAM “Sametou Sawtan“

I libanesi Sanam sono un po’ la rivelazione più grande della seconda parte del mio 2025 musicale. Il disco, il cui titolo tradotto è “Ho sentito una voce”: ti cattura immediatamente con una forza quasi fosse pop attraverso la voce ipnotica di Sandy Chamoun e  strumentazione tradizionale come il buzuq, chitarre distorte e ritmi frenetici. Nel conoscerli, mi son fidato del fatto che fossero prodotti dalla Constellation Records, peraltro portano avanti un live estremamente trascinante.

Wet Leg “Moisturizer“

Qualcuno ha detto pop? Ecco, PER ME l’album più pop del 2025 è il secondo della band inglese. C’è ne è talmente tanto di ottimo pop che ne avanza anche nei brani non pubblicati come singoli. Si temeva fossero un fuoco di paglia, invece i Wet Leg sembrano davvero esser qui per rimanere con la loro ironia piccante e melodie che, senza chiederti il permesso, ti trapanano la testa. Gnè gne gne gneee…

Yasmine Hamdan “I remember I forget بنسى وبتذكر“

Ancora Libano, la cantautrice di Beirut ma che ha vissuto per molto tempo in Francia torna con un album politico e che fonde sia temi personali che sociali, partendo proprio dalla situazione libanese. Non spaventatevi: è comunque è un album elettronico di brani che fondono il pop con la tradizione araba prodotto da Marc Collin saprà accogliervi, trascinarvi altrove e affascinarvi…. Un po’ come nella scena di “Solo gli amanti sopravvivono”. 

Condividi:

  • Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
  • Invia un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra) E-mail
  • Condividi su Telegram (Si apre in una nuova finestra) Telegram
  • Condividi su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra) WhatsApp
  • Condividi su Mastodon (Si apre in una nuova finestra) Mastodon
  • Condividi su Threads (Si apre in una nuova finestra) Threads
  • Condividi su Bluesky (Si apre in una nuova finestra) Bluesky
Mi piace Caricamento…

Scopri di più da La Venticinquesima Ora

Iscriviti alla peggior newsletter!


29 dicembre 2025
Classificami, Monthly Round Up, Opinioni Non Richieste!
2025, DARKSIDE, Headache, Heartworms, Lucrecia Dalt, Maruja, MOb, Racing Mount Pleasant, SANAM, Wet Leg, Yasmine Hamdan

Lascia un commento Cancella risposta

WEEKLY RELEASE RADAR 👇🏼


IN LOOP 👇🏼

Album Of The Year

Facebook

Instagram

WhatsApp

Telegram

Disco d’Oro

Il nuovo album "Eternal Life No End" di Radwan Ghazi Moumneh e Frédéric D. Oberland, pubblicato da Constellation, affronta con profondità la crisi geopolitica nel sud-ovest asiatico. Attraverso una fusione di elettronica e strumenti acustici, trasmette un grido di dolore e speranza. Sette dischi di musica, tra Krautrock e elettronica, buttiamo un occhio ai rilasci di aprile. Mentre alcuni titoli brillano per originalità e intensità, altri si rivelano blandi e privi di appeal, quasi come un peso da sopportare. La musica di questa settimana è un mix tra artisti che tornano e altri che spuntano come funghetti! Samuel Baur, voce e chitarra della band, risponde in prima persona, ma con la voce collettiva della band e racconta un processo vivo, fatto di tentativi, di stanze di prova... Il nuovo EP dei Ladylike, "It's a Pleasure of Mine, to Know You're Fine", offre un'esperienza musicale matura e suggestiva, capace di trasmettere emozioni attraverso sonorità folk e post-rock. "Dark Sky Reservation" degli L.Y.R. è un'opera affascinante che esplora la tensione tra oscurità e luce. Con uno stile personale, trasmette una fragile speranza in un mondo complesso. Un ascolto coinvolgente! Questa settimana i Massive Attack sono i protagonisti — per la musica e per l'impegno, con Robert Del Naja arrestato alle proteste pro-Palestina. In playlist anche Clark, Tori Amos, Haunted Youth, MJ Cole & John Glacier e molti altri. 3 ore e 40 di musica da non perdere. Jaguar Sun, il cui stile è perfettamente collegato alla sua arte. L’estetica dei suoi look, t-shirt dalle grafiche molto semplici e astratte... Fondamentalmente, hanno ancora un sacco di cose da insegnarmi su come si dice la verità senza concedere troppi sconti.

Designed with WordPress & LaXXVOra® – 2026

Caricamento commenti...

Devi effettuare l'accesso per postare un commento.

    • Commenta
    • Ripubblica
    • Abbonati Abbonato
      • La Venticinquesima Ora
      • Unisciti ad altri 41 abbonati
      • Hai già un account WordPress.com? Accedi ora.
      • La Venticinquesima Ora
      • Abbonati Abbonato
      • Registrati
      • Accedi
      • Copia shortlink
      • Segnala questo contenuto
      • Visualizza articolo nel Reader
      • Gestisci gli abbonamenti
      • Riduci la barra
    %d