Gli amati Archive escono con un singolo “City Walls” e un video che sono di una bellezza devastante, siamo impazienti dell’uscita dell’LP “Glass Minds” prevista il 27 febbraio. Anche i Deadletter anticipano il loro prossimo LP con “It Comes Creeping“.
Keen Avil ci incuriosisce con “itch” tra atmosfere oscure dai toni melanconici, mentre i Chalk si ripropongono con “I.D.C.” un pezzo dark wave che ci racconta di cambi di direzione di questa band…
I Notwist – celebre progetto tedesco – si fanno risentire con “How the Story Ends“, mentre Apparat sposta il cursore su una elettronica ambientale e orchestrale in “Hum Of Maybe”, pulsazioni glitchy alla Radiohead ma più intime, con quel sassofono che ti fa annuire.
Abiamo anche il rap-punk degli Sleaford Mods con Aldous Harding in “Elitest G.O.A.T.” ci ricordano l’uscita del loro ultimo LP il 16 gennaio, il loro classico spoken word rabbioso e beat minimalist.
Nothing con “toothless coal” mescola shoegaze noise alla My Bloody Valentine, mura di suono soffici ma letali.
Non perderti la sorpresa Holy Fuck in “Evie”, motorik psych-rock live-oriented tipo Neu! potenziati da synth folli – questi canadesi son maestri dell’improvvisazione jam, concerti che finiscono in estasi collettiva.
Puma Blue ti ipnotizza con “Hush”, nu-jazz broken beat alla Bonobo, voce soul e loop seducenti per notti insonni.
E per chiudere in bellezza, Kim Gordon grida “NOT TODAY” in un noise rock che a 70+ anni ti dà ancora lezioni di ribellione; Flea e Thom Yorke in “Traffic Lights” fondono funk bass e falsetto in un jam cosmico che sa di Atomi Piccanti. José González strimpella “Against the Dying of the Light” in fingerstyle poetico, cover da brividi alla Nick Drake.
Questa decina ti guida tra generi omogenei: il folk ti culla, l’elettronica ti solletica, il noise ti scrolla.
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