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Yea Big – LP Of The Week – 2026

Yea Big – LP Of The Week – 2026

28 gennaio 2026
the unkle

  • Artista: Yea Big
  • Titolo: Visitor
  • Etichetta: 2018537 Records DK
  • Durata: LP, 12 tracce, 54 minuti circa
  • Paese: Wilmington, DE, United States (Philadelphia in origine)
  • Genere: Art Rock, Slowcore, Alternative Rock
  • Written, recorded, and engineered by Yea Big
    Ellie Parcells, Derek Cote, Shay Pilot
    Cello Performed by Colin Bartley

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Una stanza illuminata, una porta aperta sulla destra che fa intravedere altre stanze ma buie che sono nell’oscurità. Chi sarà il “visitatore” che ha varcato quella porta?

Ho scelto questo disco come LP della settimana, perché mi ha affascinato il loro approccio “ambient” al rock alternativo. Testi minimali e criptici in brani dalla postura allungata e lenta che ti trascinano in un mondo onirico e buio.

Adottano sample da importanti band e riferimenti cinematografici altrettanto rilevanti, (sul profilo del loro Bandcamp c’è scritto tutto) amalgamati con gran manico in uno slowcore dai toni melanconici. Un violoncello accompagna il cantato donando un’atmosfera ferale a “See to My Desire” per poi lentamente aprirsi e passare ad un pezzo leggermente più solare ma che mantiene nei testi un forte intimismo e immagini evocative “And so I cut a hole – Into the floor, and fed it more” in “The Ground Opens“.

Il “visitatore” appare in “You Will Make Me Proud“, chi sarà? La morte o la vita stessa? Yea Big ti trascina in una fascinazione in cui il percorso dentro la caverna diventa inevitabile e dal passo pesante. Forse il risveglio dallo strano sogno arriva in “Witching” ma forse era solo una “stregoneria” e il nostro personaggio non è completamente vigile, un momento sottolineato dagli arpeggi di chitarra e dal cantato che ricorda atmosfere di matrice oxfordiana…

La seconda parte del disco da “Atop Your Shoulder” in poi, il sound rimane meno buio benché ancora intriso di atmosfere riflessive, gli arrangiamenti sono molto spesso di carattere folk con chitarre arpeggiate e chiusure ricercate, un suono di synth modulare che pitcha verso l’alto, un feedback di chitarra mantenuto lungo e modulato. Sembra che nella seconda parte la band abbia agito per svuotare man mano i pezzi, togliendo strumenti e parti e riducendo tutto all’ultimo brano che è solo voce e chitarra acustica.

Un album che consiglio soprattutto nella prime 8 tracce per una band per lo più sconosciuta ma che val la pena esplorare.


LP of The Week 2026, Opinioni Non Richieste!, Podcast

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2026, Art Rock, GreenVinyl, indie rock, LPofTheWeek, Podcast, Slowcore, Yea Big

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Disco d’Oro

Questa settimana il meteo è torrido, mentre la musica offre ferie rinfrescanti. Tra uscite di Pye Corner Audio, Mount Kimbie e Julia Jacklin, si prospetta una playlist variegata per affrontare il caldo estivo. La colonna sonora di "The Immortal Man", creata da Genn e Slattery, trascende il film, diventando un'opera d'arte musicale autonoma. Con la voce intensa di Grian Chatten e una varietà emotiva, ogni traccia risuona come un'esperienza profonda e indimenticabile. L'Italia guarda i Mondiali da casa, senza illusioni. Nel frattempo, artisti come Taja Cheek e Bonobo pubblicano nuovi brani, mentre i MONO e Parannoul esplorano sonorità emozionali. Gli Interpol rimangono fedeli al loro stile distintivo. Maggio ha mescolato venticinque brani come un DJ Mix Shuffle. Da elettronica spaziale a hardcore scomodo, c'è un po' di tutto. Ogni canzone è un viaggio, e tu hai solo il compito di trovare la tua mappa. Buona fortuna! "Chott" è il secondo album di Taroug (Tarek Zarroug), uscito il 27 marzo 2026. Un'opera ambient che esplora emozioni profonde, riflettendo esperienze personali e tradizioni familiari, con sonorità uniche che mescolano influenze arabiche e IDM. Richiede attenzione. Dieci dischi, spaziando tra free jazz, dream pop e techno. Artisti come Thundercat e Irreversible Entanglements offrono sonorità innovative, mentre il progetto di Radwan Ghazi Moumneh affronta temi geopolitici con urgenza e profondità emotiva. I Big Special partono alla grande con "Family Bones", mentre SLIFT e A Place to Bury Strangers continuano il viaggio sonoro. C'è anche un cambio di mood con Floating Points e i Death Cab for Cutie, fino ai ritmi hip-hop di Wu-Lu. I Cult of Dom Keller, con il loro album "Unholy Drum", esplorano una psiche sonora intensa e stratificata. La band di Nottingham fonde dinamiche e stili, riflettendo esperienze personali e sociali. Un lavoro coeso e audace, pronto a tracciare nuove direzioni musicali. "LP4" degli American Football segna il ritorno della band dopo sette anni, mescolando introspezione e malinconia. Le tracce esplorano il dolore e la bellezza dell'invecchiare, offrendo un viaggio emotivo ricco di sfumature e onestà, lasciando un'impronta profonda nell'ascoltatore.

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