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Archive – LP Of The Week – 2026

Archive – LP Of The Week – 2026

11 marzo 2026
the unkle

  • Artista: Archive
  • Titolo: Glass Minds
  • Etichetta: PIAS
  • Durata: LP, 12 tracce, 77 minuti circa
  • Paese: London, UK
  • Genere: Post Rock
  • Tipologia: LP – Studio
  • — — —

Eccoli di nuovo! Gli Archive sono un bollettino meteorologico perenne che annuncia tempesta, quel tipo di nuvolone nero che ti segue anche se scappi alle Maldive. Tornano con “Glass Minds”, pubblicato nel bel mezzo di questo febbraio 2026 che sa di fumo e silenzi pesanti, e lo fanno ricordandoci che se il mondo sta andando a rotoli, loro hanno già prenotato i posti in prima fila con il miglior sound engineer possibile…

I collettivi come quello di Darius Keeler e Danny Griffiths non “sbucano fuori”, semmai riemergono. Nati dalle ceneri del trip-hop londinese degli anni ’90, si sono trasformati in una macchina prog-cinematografica capace di mutare pelle a ogni giro di giostra. Con Glass Minds, la formazione sembra aver deciso che la speranza è un lusso che non possiamo più permetterci.

Il suono di questo disco è una martellata in pieno petto. È un lavoro di alto livello dal punto di vista tecnico, ma dimenticati la pulizia asettica. Qui dentro ci sono synth che grattano come unghie su una lavagna di ardesia e chitarre che gemono. Il vibe è quello di una paranoia lucida: è musica che potresti ascoltare guardando fuori dalla finestra mentre un drone della sorveglianza ti scansiona la retina. I breakdown sono lunghi, quasi estenuanti, costruiti con una pazienza al limite del sadico e che ti trasporta in un climax che spesso non arriva, lasciandoti lì, appeso a un filo di ansia urbana.

I fantasmi? Ci sono tutti. C’è l’ombra lunga dei Pink Floyd di “Animals” che hanno fatto un incidente stradale con i Massive Attack di “Mezzanine“. In certi passaggi vocali, specialmente quelli più trascinati e sofferenti. È quel tipo di post-rock che odora di asfalto bagnato dopo una carica degli sbirri, un mix di rabbia repressa e rassegnazione cosmica.

Glass Minds è un lavoro onesto e prezioso, a tratti una vera gemma di oscurità, ma lo ammetto, a volte è un po’ troppo innamorato della propria disperazione. È un disco che non ti coccola, anzi, ti prende a schiaffi con toni apocalittici e cupi che sono certamente in linea con i tempi che viviamo. Se cerchi un pezzo da mettere in macchina, hai sbagliato disco. Questo è un LP che chiede di essere consumato al buio, con un televisore che proietta le scene dei bombardamenti sull’Iran… Ops!

Non è un capolavoro assoluto perché a tratti manca di quel morso imprevedibile, di quella scintilla di follia che ti faccia davvero saltare sulla sedia; si accontenta di scavarti una fossa molto elegante e di invitarti a sdraiartici dentro. Resta comunque un’uscita degna di nota, un monolite nero in un mare di pop di plastica. Ascoltatelo, ma tieni a portata di mano un po’ di vitamina D. Ne avrai bisogno.

Ad ogni modo, li aspettiamo a Bologna in quel dell’Estragon!


LP of The Week 2026, Podcast

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2026, Archive, LPofTheWeek, PIAS, Post Rock

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